Un gioco a somma (sotto) zero. Ora la palla della manovra di bilancio più sofferta della storia repubblicana è nuovamente a Bruxelles, che deve decidere se accettare l’ultima versione decisa dal governo pentaleghista dopo il tira e molla dei giorni scorsi. Se darà l’ok domani, Camera e Senato potranno, con voto di fiducia, approvare la legge prima della fine dell’anno.

Se farà slittare il responso, o se, peggio, dirà che occorrono altre limature, c’è il rischio che salti tutto o che comunque non si rispettino i tempi e scatti l’esercizio provvisorio di bilancio. Nel primo caso tutti diranno di aver vinto, ma sarà invece vero che tutti avranno perso. Nel secondo caso, la sconfitta sarà certificata.

Sia chiaro, un qualunque compromesso, per quanto al ribasso, è comunque meglio (meno peggio) di una rottura che faccia scattare la procedura di infrazione. E se così sarà, il merito principale dovrà essere equamente diviso tra Mattarella, per aver sopito le spinte anti-europeiste di Salvini e Di Maio, e Draghi, che ha convinto molti interlocutori europei a non offrire chances alla propaganda sovranista. Tuttavia, la vicenda presenta comunque un conto salato. Al governo e al Paese, prima di tutto, ma anche alla stessa Europa.

Il duo 5Stelle-Lega dovrà spiegare perché, dopo aver raccontato che quel deficit serviva a rilanciare l’economia e chissenefrega di cosa dice l’Europa, ha poi abbassato i toni e quindi le braghe. Visto che la cosa ci è costata oltre 100 punti di spread e un paio di declassamenti di rating, non era meglio pensarci prima invece di indossare ora i panni dei ragionevoli tardivi? Pensano che nel gioco dei bussolotti tra 2,4% e 2,04% agli italiani sfugga la differenza tra 4 decimi e 4 centesimi di punto?

La fregatura per l’Italia starà nel fatto che la manovra non è stata concepita per affrontare la vera emergenza, e cioè evitare che l’attuale stagnazione economica si trasformi in recessione. Perché una volta capito che bisognava cambiare strada, non si è deciso di fare una bella conversione a U riscrivendo da cima a fondo la manovra?

Infine, anche l’Europa è destinata a uscirne male. Dal lato del rigore, farà la figura del cane che abbaia e poco morde. Da lato dello sviluppo, sarà ancora una volta quella che gli antepone il rispetto formale dei numeri. La slitta di Babbo Natale si dirige altrove.