Gratosoglio, Milano, Italia. Ha vinto Mahmood, madre sarda e papà egiziano. “Un italiano vero”. Niente politica, ma un bel caso di integrazione felice. Un salto dalla finale dei Giovani al trionfo del Festival nel giro di poche settimane, un Marocco Pop divertente e dolente, il papà della canzone non è il migliore del mondo, che ha conquistato molti. In pochi giorni lui è risalito dall’ottavo al terzo posto, al decimo dello streaming di Spotify. Ultimo non accetta che il finalone a tre abbia premiato il terzo nel televoto, ma è stato il secondo anche per la Stampa e la Giuria d’Onore (sesto su 24 nella prima fase). E’ semplicemente successo che la sua fan base è grande, lui domina le charts streaming, ma non inclusiva. Come Il Volo bastonato fuori dal televoto. Semplicemente chi aveva altre preferenze ha scelto Mahmood e non lui. Caso Bertè, che doveva entrare nel podio secondo i soliti opinionisti a specchio dei peggiori umori della platea: nessun complotto, è stata la più votata dalla Sala Stampa. E sesta nell’altra giuria. Bel giro di giostra giovane, indie, rap, trap, quinti e sesti Cristicchi e Silvestri, tre premi speciali. Il cambiamento musicale c’è stato. Raiuno è contenta con il direttore Teresa De Santis di un’edizione che ha svecchiato gli ascolti e la proposta musicale, il vicedirettore Claudio Fasulo sottolinea che fra i Giovani degli ultimi anni c’erano Meta, Gabbani, Mahmood, Irama, Ultimo. La prima rivincita sui talent. E a chi vorrebbe ritornare al televoto puro (i giornalisti ne sarebbero felici) ricordo le denunce di voti multipli comprati, che uno vinceva Amici, passava all’Ariston e si portava a casa il primo premio. Oggi pomeriggio sciopero a Domenica In di un gruppo di artisti solidali con Loredana Bertè, “scippata della finale”. Non si è presentato Ultimo, che nella notte aveva insultato i giornalisti che non l‘avevano votato. Il Volo in partenza per Berlino era assente giustificato. Caos, maleducazione, bufale, complottismi, strumentalizzazioni politiche. Il peggio del Paese non ci ha fatto mancare nulla.