E' pronta a dormire in piedi per settimane, si allenerà nella prossima missione di settembre a bordo della stazione spaziale orbitante sulla Soyuz MS-15 che rimarrà nello spazio fino alla primavera del 2020, ma tutto questo con in testa un obiettivo solo: essere la prima donna astronauta a raggiungere Marte quando i piani saranno pronti, ma soprattutto la prima donna a mettere piede sulla Luna nel 2024.

Jessica Ulrika Meir, la straordinaria astronauta svedese-americana nata a Caribu nel Maine 42 anni fa, si sta preparando da una vita per questo nuovo traguardo a mezzo secolo di distanza dal primo piede umano che ha calpestato il suolo lunare. Oggi quando non è impegnata nei corsi di preparazione della Nasa, la Meir è professore di Anestesiologia all’Harvard medical school del Massachussetts general hospital di Boston. Le sue diverse lauree oltre che in biologia e fisiologia comparativa unite a quella dell’International Space University di Strasburgo, la fanno una delle donne più preparate della squadra della Nasa. I suoi anni al Johnson Space Center di Houston dove ha coordinato numerosi esperimenti di sopravvivenza fatti dagli astronauti a bordo dello shuttle, l’hanno resa uno dei grandi esperti nei voli in assenza di gravità. 

Nel 2002 ha preso parte come acquanauta all’operazione Noaa Neemo 4 che si è sviluppata in un acquario e in un laboratorio sottomarino situato a Key Largo. I grandi piani preparatori alla Nasa si sono completati nel 2015. Questa è stata la sua abilitazione finale per far parte del Nasa astronaut group 21 per partecipare alla missione 61-62 che la Soyouz MS-15 agganciata alla stazione internazionale orbitante condurrà per oltre 6 mesi intorno alla terra a partire dalla fine del 2019.

Figlia di una professoressa svedese e di un medico israeliano Jessica è cresciuta nell’isolata area di Caribou in Maine senza aver nessuna nozione sul mondo degli astronauti. La sua passione per lo spazio dopo essere diventata una pilota d’aerei, è diventata la sua vita , insieme all’esplorazione degli abissi e alla biologia marina. "Forse – ama dire spesso Jessica – questa passione ha qualche cosa a che fare con la brillantezza delle stelle che si vedono nei cieli alti del Maine…".

Con i suoi riccioli incontenibili, molto discreta sulla sua vita privata, fa parte di un quartetto di astronaute che si contenderanno il prossimo primato nello spazio.  A contenderle questi traguardi in una sana competizione saranno Christina Koch, Nichole Mann e Anne McClain. La Mann e MaClain hanno un’esperieneza come piloti militari mentre la Koch e la Meir sono scienziate con esperienze nelle più remote regioni della terra, compresa quella Antartica, dove la cultura della sopravvivenza non vale solo per i pinguini ma anche per gli umani. In un mondo della ricerca spaziale che si sta rivolgendo sempre più spesso anche ai privati, Elon Musk l’inventore della Tesla, pensava di lanciare la sua prima missione nel 2018, ma i suoi preparativi hanno subito dei ritardi. Dopo la prossima missione della Soyuz MS-15 però i tempi si potrebbero avvicinare di molto.