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Le trappole sulla strada di Berlusconi

bruno vespa

Problema: sarebbe possibile tenere unito il centrodestra se Berlusconi fallisse la missione Quirinale? Il problema è molto serio, perché il Cavaliere ha preso molto sul serio la questione. Per evitare che Berlusconi soccombesse al richiamo della sirena Ursula aggregandosi in via definitiva al centrosinistra, come fece a Strasburgo quando Ursula von der Leyen prese il posto di Jean-Claude Juncker anche con i voti di Forza Italia, Salvini e Meloni gli hanno promesso da moltissimo tempo che l’avrebbero sostenuto come candidato della coalizione al Quirinale. Adesso devono mantenere la parola e allo stato è molto difficile che il Cavaliere li tolga dall’imbarazzo

È infatti convinto di farcela. Al quarto turno, è sufficiente la maggioranza assoluta dei voti: 505. Sulla carta il centrodestra ne ha 456: gliene mancherebbero solo 49. E la campagna acquisti di Berlusconi tra gli almeno duecento peones del gruppo misto e di quella parte del Movimento 5 Stelle che ha la certezza di non tornare in Parlamento glieli garantisce. Ma la storia del Quirinale è disseminata di franchi tiratori: ne sanno qualcosa Prodi, Forlani, Fanfani, Merzagora…. Si dice che per arginarli, il Cavaliere abbia chiesto alla truppa di Forza Italia di fotografare la scheda nel vestibolo che viene approntato per l’occasione (non è vietato) e agli alleati di scrivere, come in uso nella Prima Repubblica, il suo cognome preceduto dal nome o dall’iniziale o dall’onorevole: ogni artifizio distinto per gruppi in modo di fare la conta…

Possibile? Forse sì. Certo da cardiopalma. Può andar bene e può andar male. Il problema principale è come evitare l’incidente, il ‘tradimento’. E di capire nell’imminenza del voto (già al primo turno) se l’ipotesi di successo è realistica. Questo significherebbe aver già sepolto la candidatura Draghi (che ha senso soltanto con un semi plebiscito al primo turno) con tutto quel che comporta per il futuro del suo stesso governo. Se l’evidenza dei fatti sconsigliasse il Cavaliere dal mettersi in gioco, potrebbe essere egli stesso il king maker di Draghi o di chicchessia. Una bruciatura plateale potrebbe avere invece conseguenze serissime sul futuro elettorale dell’alleanza.

Tutto questo avviene mentre il governo si è trovato a fronteggiare la barriera dei centomila contagi (quasi dieci volte quelli del 29 dicembre 2020, ma con 136 morti contro 659 di allora). L’opposizione di Lega e Cinque Stelle a una stretta per tutti i lavoratori non vaccinati lascia ancora margini di tolleranza. Vedremo se questa sarà ancora possibile dopo Capodanno.

 

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bruno vespa