Erano partiti con grandi aspettative, i paladini del No vax, No mask, No Green pass, in pratica No tutto. Fanno ancora un gran baccano, ma il fronte semi negazionista che oscilla da scettici più o meno ragionevoli e ultras urlatori tout court, comincia a mostrare crepe. La politica meno governativa un po’ li segue e un po’ frena, stop and go, e il secondo round di manifestazioni dell’altro giorno è stato un piazza-flop o comunque non ha ottenuto il successo annunciato. Sarà il buonsenso, pur con qualche legittimo dubbio sui vaccini, sarà che la protesta urlata senza basi scientifiche convince sempre meno, sta di fatto che il Fronte del no non è più così allargato.

Anzi più va su (di toni), più va giù ( di consensi). Il contrario di un celebre spot di Nino Manfredi dedicato ad una marca di caffè che diceva "più lo mandi giù, più ti tira su". Oggi l’unica cosa che ci tira su di morale è sapere che con vaccinazioni, mascherine, precauzioni igieniche e paletti, pur con qualche eccesso, nella vita pubblica il conteggio dei morti e dei ricoverati è molto basso. Certo, il variopinto movimento negazionista si fa ancora notare anche grazie agli eccessi folkloristici come la baraonda sotto casa del sindaco di Pesaro, Matteo Ricci. Ma aver spostato il dibattito su concetti come la libertà in pericolo, la dittatura sanitaria invocando perfino il nazismo, i poteri occulti o altre sciocchezze del genere sta facendo vacillare le convinzioni primigenie. Non tutti gli italiani si fanno affascinare da slogan e frasi ad effetto. Perfino la Lega, sempre dura e pura contro le limitazioni, comincia a rallentare nella corsa a fianco dei No tutto. Al primo cittadino di Pesaro è arrivata solidarietà bipartisan. Nel centrodestra FI, col ministro Mariastella Gelmini, è la più decisa: non sarà l’ennesima protesta dei no vax a frenare un sindaco in prima linea contro il virus. Matteo Salvini è più freddino: no alle tifoserie No vax e Si vax.

Il Green pass arriverà e si può discutere come, dove e quando applicarlo ma non è Satana e la difesa del concetto di libertà di certi pensatori che fanno da sponda culturale ai No tutto ha il sapore della provocazione. E sul Green pass molti esercenti sono contrari, ma altri, pur ammettendo il disagio, lo considerano una sicurezza per i clienti e per i dipendenti. Un ristoratore di Bologna che ha cariche in una associazione di categoria, pur sbuffando, ci dice che per i camerieri non sarà un gran peso. Buonasera signori avete il green pass o il tampone, sì grazie, ecco il menù. Non è il massimo, ma dato che la partita del virus non è finita, vale la pena di fare l’ultimo (speriamo) sforzo. E se non ci tuteliamo aumentano i contagi, se salgono i contagi si affollano ospedali e cimiteri, si replica con coprifuoco e lockdown. Noi stiamo con i No virus.