La storia, drammatica e quasi surreale, del rapimento del piccolo Eitan sopravvissuto alla tragedia della funivia e “rapito” dal nonno, porta alla ribalta un problema che sottotraccia attraversa tutta la nostra società: il destino di bambini contesi tra famiglie o tra quel che ne resta. Ogni storia è un caso a sé, e non si può né generalizzare e nemmeno giudicare persone e casi. Ma individuare un problema e non nasconderlo, senza aspettare che la cronaca ogni tanto si incarica di evidenziare. Il punto critico a mio avviso, prima ancora dei problemi giuridici, sta nel fatto, sbandierato anche nel caso Eitan, è la giustificazione che gli adulti danno alle scelte che compiono per i bambini

Ogni scelta, anche opposta, viene motivata "per il loro bene". Buona intenzione, ovvio. Ma viene più di un sospetto che spesso il "loro bene", il bene dei bimbi, sia in realtà una proiezione del bene degli adulti. In nome dell’amore, come sa qualunque adulto che ama veramente, si possono compiere anche scelte aberranti. In più con la complicazione che spesso i dissidi tra adulti, famiglie che si rompono, spaccature di clan, sono aspri come pochi altri dissidi. I bambini risultano più che oggetto d’amore, solo un oggetto, elemento di contese che sono preoccupate di ottenere un bottino, o a volte un risarcimento. Ne discendono non solo situazioni di tensione e di dislocazioni che certo non giovano alla crescita dei bimbi, ma a volte addirittura vere e proprie violenze.

Una scena della Bibbia, dove due donne si contendono un figlio davanti al re Salomone finisce con il Re che decide di tagliarlo in due per accontentare entrambe. Al che una delle due madri fa un passo indietro, sacrifica le sue attese. E il Re riconosce in lei la madre vera. Infatti, spesso l’amore vero sa rinunciare ai suoi presunti diritti per onorare il bene dell’altro. Queste rende l’amore sacro, cioè attraverso il sacrificio si riconosce, si fa sacro il valore dell’altro. L’amore per i figli è materia incandescente. Può dare adito a fenomeni oscuri perché muove cose profonde. Non a caso i disagi dei figli nascono dentro rotture decise da adulti per motivi loro, spesso non curandosi in quel momento del bene dei figli. Forse la preoccupazione per il bene dei figli invece di diventare ossessione solo a valle di decisioni prese per motivi che con il bene dei bambini c’entrano poco, va rimessa davvero a fuoco.