Cristiano. È questa la colpa di Patrick Zaki, 29 anni, in carcere al Cairo dal 7 febbraio 2020: essere cristiano e, da cristiano, aver scritto un articolo, nel 2019, in cui prende le parti dei cristiani d’Egitto, i Copti, vittime di costante discriminazione sociale e, spesso, di attentati per cui nessuno viene mai punito. Ora sappiamo. Ora sa anche Zaki perché lo tengono in galera da 587 giorni. Non basta. Ora Zaki sa – e lo sappiamo anche noi – che il processo, quando si farà, non avrà appello. Rischia cinque anni di galera. Senza sconti. Capito? Questo è lo stato del diritto nella Repubblica araba d’Egitto. 

Questo è il regime del nuovo rais, il generale Abdel Fattah al-Sisi, 66 anni, presidente dall’8 giugno 2014, al potere (con un golpe) dal 3 luglio 2013. Al-Sisi è alleato degli Stati Uniti. Miglior vicino di casa possibile per Israele. Ottimo cliente (armi e quant’altro) per le democrazie europee, specie quelle che si affacciano su Mediterraneo. A cominciare – sia chiaro – dall’Italia. Non basta. Il generale-presidente sa benissimo che Washington, Bruxelles e Gerusalemme non avrebbero con chi sostituirlo. E si guardano bene dall’agire contro di lui dopo che ha fatto a tutti l’enorme piacere di togliere dalla guida del Paese il predecessore Mohamed Morsi, figura carismatica del radicalismo islamico, eletto il 30 giugno 2012, defenestrato, appunto, da al-Sisi un anno dopo e, infine, morto per infarto il 17 giugno 2019 davanti ai giudici che lo stavano processando.

La riprova di questa impunità fattuale? L’uccisione di Giulio Regeni, 28 anni, scomparso il 25 gennaio 2016, torturato a morte e ritrovato cadavere il 3 febbraio lungo uno stradone alla periferia del Cairo. Oltre cinque anni dopo giustizia non è stata fatta. Né, temo, sarà mai fatta per Zaki. In quel Paese, infatti, la vita di un cristiano non ha valore. È solo una colpa da cancellare. Con il complice silenzio delle anime belle dell’Occidente, pronte a mobilitarsi per qualunque causa, ma indifferenti alle persecuzioni di quanti si riconoscono nella Croce e credono in Gesù. E che persecuzioni! Dall’1 ottobre 2019 al 30 settembre 2020 sono stati uccisi 4.761 cristiani (13 al giorno). L’anno scorso sono state attaccate 4.488 chiese, 4.277 cristiani sono stati arrestati senza processo e incarcerati e 1.710 rapiti. Lo sapevate? No, ammettetelo. Non lo sapevate. Ci voleva, evangelicamente, per scoprirlo, lo scandalo Zaki, povero figlio. E, diciamolo, poveri noi.