La gente non spende e incrementa i depositi in banca. Uno psicologo vi direbbe che tutto questo significa solo una cosa: paura. Timore che a settembre le cose non saranno affatto tranquille o normali. Circola, come una malattia, la sensazione che il peggio non sia affatto alle nostre spalle, ma davanti, nei mesi che stanno arrivando. Prima l’autunno e poi l’inverno, e infine la nuova stagione. A istinto, la gente ritiene inevitabile che si debba attraversare un inverno dello scontento, ma non è sicura che dopo seguirà una primavera di smagliante bellezza, come scrivono i poeti. Ma non si tratta solo di un disturbo psicologico.

Ci sono anche dei fatti reali. Se io sto in barca e arriva una tempesta improvvisa, la mia unica garanzia è il comandante della barca. E qui il comandante proprio rassicurante non è. Finora la cosa più concreta messa in campo sarebbe una diminuzione "temporanea" dell’Iva. Misura criticata da quasi tutti gli esperti e considerata comunque insufficiente. Il taglio dell’Iva è facile da fare: basta un decreto di tre righe. Il resto è più complesso. E infatti non si vede. La sensazione, cioè, è che il primo a non sapere che cosa fare sia proprio il comandante. Non solo: si avverte una sorta di rassegnazione o attesa di un miracolo.

A suo tempo Winston Churchill tenne insieme un’Inghilterra massacrata dai bombardamenti nazisti esibendo una volontà di lotta e una certezza nella vittoria finale che devono aver sorpreso lui prima di tutto. Non ha avuto un minuto di cedimento. Qui in Italia sono stati dati suggerimenti importanti, tipo tagliare con decisione il costo del lavoro e per sempre. O aumentare la concorrenza e abbattere la burocrazia. Ma si è preferito appunto ripiegare sulla facile strada del taglio dell’Iva.

La gente, ormai, nota tutto. Nota il ponte Morandi di Genova, ricostruito a tempo di record, con l’amministratore delegato dell’azienda che lo ha fatto che ha voluto essere il primo a percorrerlo, ma nota anche che si potrà usarlo solo fra qualche mese per via dei soliti intoppi burocratici, cioè mucchi di carte. Errore: si sarebbe dovuto aprire nel giro di pochi giorni.

Circolano paura e insicurezza perché la gente pensa che i primi a essere spaventati e insicuri siano proprio il comandante e i suoi collaboratori. Se c’è tempesta, e ci siamo proprio dentro, la gente chiede a chi è al timone polso fermo, occhio vigile e mente salda. Invece…