Riuscireste a separare con una linea di demarcazione così netta il cuore dal ruolo? Un giovane carabiniere ci ha regalato una lezione di italiano decoro, senza ergersi a insindacabile arbitro delle altrui vite. Non si tratta del ritornello ‘Il dovere prima di tutto’, ma di uno spaccato di equilibrio e rispetto che è raro riscontrare nella quotidianità. Immagino che nell’animo del militare si sia combattuta una battaglia serrata, dinanzi alle esigenze di un povero ladro per necessità: la butto in commedia e chiudo un occhio, si sarà detto il ragazzo.

Oppure avrà pensato lo ‘sbatto al fresco’, pur consapevole che in gattabuia il clochard non ci sarebbe certo finito. Ha invece adottato una decisione salomonica che gli fa onore: il dovere è denunciarti, il cuore mi impone di aiutarti.

Sono due funzioni separate, incidentalmente facenti capo alla stessa persona: un ragazzo che veste con orgoglio la propria divisa. E dirò di più, si tratta di una delle storie di cui l’Italia ha bisogno per regalarsi un volto nell’attuale frenetica confusione identitaria. Ecco è bello poter dire «noi italiani così siamo fatti», serve anche ad allontanare le ombre del caporalato, le armi ad aria compressa contro gli innocenti e a ricordare le necessità di chi non gode delle nostre fortune. Dietro ai rigidi confini imposti dalla missione, pulsa l’istinto delle persone perbene.

Un ragazzo che riesce a conciliare i due estremi con saggezza, fa ben sperare per il futuro di tutti i nostri ragazzi. Sorrido mentre mi vengono in mente le parole di Fabrizio De André, nella versione di ‘Bocca di Rosa’ che dice così: «Il cuore tenero non è una dote di cui sian colmi i carabinieri ma quella volta a prendere il treno l’accompagnarono malvolentieri». Immagino il giovane carabiniere che accompagna al treno il clochard che calza i suoi sandali nuovi. Li immagino entrambi raggianti, facce opposte di una medaglia di questo Paese che sta perdendo il piacere di sorridere per le piccole grandi soddisfazioni di ordinaria normalità.