L'assurda, e a tratti incomprensibile, vicenda che sista snodando intorno all'Ilva di Taranto è forse meno assura di quanto si pensi. In realtà da quelle parti si sta riproponendo un vecchio conflitto italiano: quello fra il libero mercato e lo statalismo. In termini ancora più chiari: i 5 stelle non vogliono che l'Ilva passi di mano (a ArcelorMittal) perché pensano che la soluzione migliore sia la nazionalizzazione. La ragione è molto semplice: una volta di proprietà dello Stato sarà agevole procedere a smantellare l'impianto, nei tempi e modi che si riterranno opportuni. 

L’Ilva rappresenta il primo, grande, passo verso la tanto agognata “decrescita felice”, verso una società cioè con meno cose, meno consumi, meno opportunità. Il tutto sotto il controllo dello Stato. I 5 stelle, sapendo che inseguono un sogno assurdo (una società quasi silvo-pastorale), non vogliono la libera concorrenza, la competizione, perché questo comporta che i giocatori siano tanti e non tutti controllabili. Non vogliono, cioè, ciò che ha fatto grandi altri paesi, a partire dagli Stati Uniti. E è inutile chiedersi il perché, esattamente come non ci si chiede perché certe comunità decidano di vivere senza luce elettrica o senza mezzi a motore. Sono convinti che il mondo dell’altro ieri fosse migliore, più umano, più ricco di valori importanti. Naturalmente non è vero niente. Le società silvo-pastorali erano crudeli, povere, sessuofobiche, si moriva giovani, la cultura e l’istruzione giravano poco. Non a caso sono un modello fallimentare, da cui anche il cosiddetto “terzo mondo” cerca con ogni mezzo di fuggire. Noi siamo gli unici che sembriamo volerci tornare. La modernità, l’accesso all’istruzione e alle cure della persona sono qualcosa che spaventa perché disegnano un mondo dove, se non a tutti, a molti è data la possibilità di crescere liberamente, fuori controllo, di mostrare quello che si vale. E di cambiare in meglio, per tutti, il mondo in cui si vive. Lo Stato moderno deve diventare imprenditore solo in casi eccezionali. Il suo compito primario è fare le regole perché tutti i giocatori possano esprimersi al meglio: antitrust, Consob, ecc. Noi tutte queste cose le abbiamo fatte in ritardo, e sembra che a molti diano ancora fastidio. Meglio, per i nemici dell’Ilva, il motto: si stava meglio quando si stava peggio.