Manifestazione Gkn
Manifestazione Gkn
Cinquantasette minuti. Non uno di più, non uno di meno. Solo degli svizzeri potevano pensarlo. Ma tant’è. In fondo da sempre sono sinonimo di precisione (come i loro orologi). Così, con una puntualità disarmante, venerdì scorso, i manager della Burberry hanno inviato ai dipendenti del centro commerciale di Foxtown di Mendrisio, nel Canton Ticino, una email dal contenuto chiaro: 57 minuti di...

Cinquantasette minuti. Non uno di più, non uno di meno. Solo degli svizzeri potevano pensarlo. Ma tant’è. In fondo da sempre sono sinonimo di precisione (come i loro orologi). Così, con una puntualità disarmante, venerdì scorso, i manager della Burberry hanno inviato ai dipendenti del centro commerciale di Foxtown di Mendrisio, nel Canton Ticino, una email dal contenuto chiaro: 57 minuti di tempo per decidere se accettare le dimissioni con buonuscita o rischiare di essere licenziati senza nessun rimborso. Che fare? Accettare sic et simpliciter o sfidare la sorte? Per gli amanti dei tavoli verdi il brivido arriva quando il croupier pronuncia la fatidica frase: "les jeux sont faits, rien ne va plus". Ma qui non siamo al casinò. È la vita. Reale. Di conti e bollette da pagare, di figli da crescere e di genitori da assistere. Di frigoriferi da riempire e di sogni da inseguire. E 57 minuti sono un supplizio, ulteriore e gratuito, rispetto alla comunicazione finale. Per qualcuno licenziare per email "è l’ultima libertà dei liberisti". Com’è capitato ai 422 dipendenti dello stabilimento di Campi Bisenzio della Gkn. Una multinazionale, per l’appunto, con sede in quell’Inghilterra da sempre patria dei teorici del liberismo (sebbene John Keynes sostenesse che "il capitalismo non è giusto"). E tutto questo avviene esattamente a trent’anni dalla Centisimus annus, l’ultima encliclica sociale di Giovanni Paolo II, il Papa che sconfisse il comunismo. Ma che in quel testo metteva in guardia proprio dal liberismo: espressione sì della libertà dell’individuo, ma anche potenziale negazione della persona umana. E il nodo resta quello: la differenza tra individuo e persona. L’individuo è la monade autoaffermativa dell’ego, la persona l’insieme di tutto: ego superego, anima, emozioni, affetti, diritti, paure, doveri, aspirazioni, amori e tutto ciò che di positivo si trova concentrato dentro ognuno di noi. A guardar bene la differenza c’è, eccome. E non può bastare una email a distruggerla.