Il meteo sulla contea di Norfolk prevede per oggi vento e pioggia. Nella tenuta invernale di Sandringham la regina Elisabetta si sveglierà come al solito alle sette, berrà una tazza di tè e sfoglierà di malavoglia l’adorato Sporting Life specializzato in corse di cavalli. Potere contare sulla routine aiuta quando il mondo crolla. Subito dopo lo specchio le ricorderà chi è: sovrana ad ampio e anacronistico raggio ma soprattutto asso di diplomazia e fonte infinita di esperienza e verità. 

Con questa consapevolezza, scampata a guerre, incendi, rivoluzioni sociali, scandali e naufragi privati, prenderà di petto la grana più imbarazzante dei suoi 68 anni di regno. Ovvero il disastroso capriccio del nipote pronto alla fuga con la diva americana. Gli inglesi adorano la storia e al passato si rivolgono per capire dove va il presente. Ma se l’antico motto della Corona era “never explain, never complain”, stavolta c’è un’intera nazione che aspetta spiegazioni. E ha molto di cui lamentarsi.

Cosa accadrà nel summit dove sono stati convocati Harry, il fratello William, papà Carlo e forse la stessa Meghan via telefono non lo sa nessuno. Certo la situazione è strana. Eccitante e frustrante come una puntata di The Crown, però vera. Ecco allora che non alla storia bisogna chiedere suggerimenti ma alla commedia, in genere brillante ma spesso lacrimevole e non necessariamente a lieto fine. Un vecchio corrispondente Rai spiegava che gli inglesi amano la pompa e gli orpelli della regalità ben sapendo che si tratta di uno spettacolo teatrale. Il sipario si alza su una compagnia di personaggi in cerca d’autore che toccano tutte le corde emotive della platea, ma un po’ a casaccio.

Mentre sua moglie per una volta starà dietro le quinte preda di una crisi da mancato controllo in cui si capirà solo la frase “io vi avevo avvertiti”, a William tocca far piangere. Ha la parte del fratello buono tradito, diventato figlio unico: da farci almeno dieci puntate. Harry, per quanto biasimato, è l’eroe che si manifesta dopo un caotico apprendistato di orfano passato attraverso le canne compensatorie, le foto nude con la stecca da biliardo in mano e la svastica sulla giacca. Carlo è Carlo, sta bene dov’è, non è da lui che offrire soluzioni. E per Meghan la perfida, che ha studiato alla scuola Joan Collins, qui o a Dynasty è la stessa cosa. All’ennesimo ritratto la regina domandò: “Con o senza denti questa volta?”. Bisogna scriverle in fretta una battuta della stessa forza.