Non sappiamo se il nuovo governo grillini-Pd-LeU nascerà. È verosimile ritenere che vedrà la luce. Ma non vorremmo che a pagare il conto dell’eventuale "parto", attraverso patrimoniali più o meno mascherate, sia l’Italia che lavora e che produce, l’Italia del ceto medio, delle famiglie che hanno una casa, un’auto e qualche modesto risparmio da parte. E, insieme, l’Italia delle imprese, soprattutto quelle piccole e medie, che ogni giorno devono fare i conti con i labirinti kafkiani della burocrazia o con le ancora lunari scadenze fiscali di uno Stato Leviatano. Insomma, facciano pure tutte le loro trattative Nicola Zingaretti, Luigi Di Maio e quel che rimane nella ridotta della sinistra-sinistra, per dare vita a un esecutivo di legislatura, politico, organico o a quel che sarà, ma occhio a non ripercorrere le vie della vieta e autolesionista politica economica gauchista tardo-novecentesca, magari in salsa ambientalista o grillina.

Potrà anche nascere il "governo-Greta", ma i partiti che lo appoggeranno sappiano bene che il Paese, le sue forze produttive, i lavoratori, gli imprenditori, sono allo stremo, schiacciati da oltre un decennio di recessione e stagnazione e di manovre sterilmente rigoriste. E, dunque, sarà necessario che stiano attenti a non mettere di nuovo le mani in tasca ai soliti noti, attraverso addizionali, balzelli camuffati e simil-patrimoniali, come il ritorno dell’Imu sulla prima casa o l’eco-tassa sui veicoli. Così come sarà quanto mai opportuno evitare che le logiche falsamente assistenzialiste e fintamente redistributive di certa sinistra e del grillismo di bandiera non facciano premio sulla via maestra del taglio del cuneo fiscale e contributivo e degli stimoli alla crescita. Per non parlare del rischio boomerang che deriverebbe da un’accentuazione del vincolismo formalistico sia nel mercato del lavoro sia nella gestione delle opere pubbliche. Non si tratta, purtroppo, di mettere le mani avanti, ma di accendere un grande faro sui riflessi condizionati della sinistra italiana che, sommati all’ideologia giustizialista e pauperista del Movimento, possono produrre una miscela esplosiva per il futuro del Paese.