Governo, Conte con Di Maio e Salvini (Newpresse)
Governo, Conte con Di Maio e Salvini (Newpresse)

Roma, 5 giugno 2018 - I discorsi programmatici sono tradizionalmente un elenco di buone intenzioni accolti in maniera opposta a seconda della reciproche appartenenze, e questo di Giuseppe Conte in Senato non ha fatto eccezione. "Luoghi comuni e propaganda", l’ha definito Maria Stella Gelmini. "Un bellissimo discorso, condivido tutti i punti" gli ha fatto eco Salvini. Ma al di là dei diversi schieramenti, c’è da notare nel discorso del presidente del consiglio alcune sottolineature e altrettanti e speculari punti rimasti più sfumati. Tra le prime il richiamo costante al "contratto", che Conte ha di fatto snocciolato per settanta minuti, illustrandolo punto per punto. Nessuna novità con quanto già scritto.

Parallelamente poco spazio ai temi di politica internazionale. Sui rapporti con l’Unione europea Conte non ha speso troppo tempo, creandosi il paradosso che si è parlato di Europa ed euro (ricordiamo il "caso Savona") più prima della formazione del governo che adesso. Come pure sulla collocazione internazionale dell’Italia è mancato un approfondimento: l’appartenenza atlantica del nostro Paese è stata sbrigativamente riaffermata (peraltro quando Conte ne ha fatto cenno l’applauso si è levato dai banchi del Pd e non da quelli della maggioranza), mentre subito dopo una certa sottolineatura è stata offerta al tema dell’amicizia con la Russia (e qui applausi convinti di Lega e Cinquestelle). Quanto e come i due aspetti possano coesistere non è stato analizzato.

Conte ha invece tenuto a sottolineare la novità del governo, più volte richiamandone la ragione sociale ("il governo del cambiamento") e rivendicando con orgoglio i temi principali della nuova narrazione. "Se populisti significa dare ascolto alla gente siamo populisti, se essere antisistema vuol dire cambiare i tradizionali riferimenti del sistema ebbene siamo antisistema". 

Giuseppe Conte, presidente del Consiglio