Cesare Benedetti vince a Pinerolo (ANSA)
Cesare Benedetti vince a Pinerolo (ANSA)

Pinerolo, 23 maggio 2019 - E’ accaduto altre volte, è accaduto di nuovo. Ed è accaduto spesso anche lontano dai palcoscenici sportivi, forse a ognuno di noi. Ognuno di noi è stato infatti almeno una volta gregario ma anche per i gregari viene prima o poi il momento giusto. A condizione di non sentirsi troppo gregari. E’ accaduto nella mitica tappa Cuneo-Pinerolo, quella di Fausto Coppi, che contrariamente ai pronostici sull’affermazione di un big ha visto trionfare un ragazzo di 31 anni, Cesare Benedetti, un signor nessuno, i cui massimi risultati erano stati 107esimo al Giro d’Italia del 2012 e e 128esimo al Tour de France del 2016. Un carneade, uno pagato, probabilmente anche poco, per far vincere gli altri. Eppure Benedetti ha vinto, e ha vinto alla grande, non per un colpo di fortuna. "Ho finalmente avuto carta bianca di attaccare dai miei dirigenti e ho sfruttato il mio momento", è stato il suo commento. Ecco, la storia di Benedetti ci fa riflettere su quante volte la vita ci offre occasioni inattese e sulla capacità che ci chiama a mostrare per "sfruttare" queste occasioni. Come appunto ha spiegato. In tutti i settori ci sono i campioni, quelli predestinati per il talento di cui il destino ha voluto riempirli, ma ci sono anche i più normali, più simili a noi, che ogni tanto possono vincere la loro tappa e mostrare di non volere, e meritare, una vita da gregario. Gregario è, chi gregario si sente.