Il coniglio di Koons (Ansa)
Il coniglio di Koons (Ansa)

Un "coniglio" di Jeff Koons, ex marito di Ilona Staller nei confronti del quale Cicciolina vanta più di un trascorso in tribunale, è stato venduto in un’asta a New York per 91 milioni di dollari, stabilendo così il record per un’opera di un’artista vivente.

A vederlo così il Coniglio non dà l’idea di un’opera di fronte alla quale vieni rapito dalla Sindrome di Stendhal, tipo quella che ti prende di fronte alla Primavera del Botticelli o nella Cappella Sistina, ma sappiamo che l’arte moderna o sedicente tale viaggia su percorsi particolari che sconfinano spesso con le mode o col marketing. Certo però che 91 milioni di dollari per un pupazzone di alluminio prodotto in serie (il furbone Koons ne ha stampati altri due identici) sono tanti, anche per chi ne ha tanti e ci inducono a chiederci che cosa è un’opera d’arte e che cosa è un’artista. Una volta la maggior parte di loro, quelli per lo meno che hanno resistito all’oltraggio del tempo, erano gente che rompeva degli schemi e anticipava il futuro, e come tali erano poco compresi dai contemporanei.

Caravaggio si vedeva rifiutare di continuo dai committenti le opere realizzate, numerosi dei pittori adesso famosi morì in povertà. Come accadde anche ai musicisti. Nel mondo di adesso prevale invece il marketing, ci sono le mode, e i valori sono quindi sballati. Certo, tutto è molto sballato, e basti pensare che in fondo il coniglietto seriale di Koons vale quanto Messi per uscire dalla Champions in semifinale, ma sballato per sballato permetteteci una domanda sballata: e allora quanto costa la Gioconda?