Una buona notizia per l’Europa: l’ipotesi di accordo di Grande coalizione tedesca lo è senza dubbio alcuno. Macron e Gentiloni a Roma avviano una nuova fase politica tra Italia e Francia. Il giorno dopo, a Berlino, Merkel e Schulz si accordano su una possibile nuova coalizione. I negoziati paralleli per il trattato bilaterale tra Francia e Italia e per l’aggiornamento del Trattato dell’Eliseo del 1963 devono farci uscire dalla logica di «2 Paesi contro 1». I tre principali Paesi Ue vanno nella stessa direzione: rilanciare l’Europa con un’avanguardia di Paesi basata sulla volontà politica e aperta a tutti coloro che vogliano essere nel gruppo di testa. Solo il metodo delle più velocità può farci arrivare a un’Europa più veloce. L’Europa prospettata dal possibile accordo tedesco non si limita solo a «spendere meglio» ma anche a «spendere di più». Ciò può significare rendere permanente il piano Juncker di investimenti europei ma anche nuovi finanziamenti Ue per «beni pubblici europei» come la sicurezza, il controllo delle frontiere esterne, l’immigrazione, lo sviluppo dell’Africa. Sarà poi interessante vedere, nel caso di conferma dell’accordo (che richiede soprattutto alla Spd uno sforzo interno particolare), come verrà utilizzato il notevole avanzo primario interno: meno tasse e più competitività per le Pmi o più welfare e investimenti? Infine, Berlino dovrà affrontare molto più seriamente il problema del surplus commerciale, che oggi sfora di molto i parametri europei. Anche su questo, la Germania dovrà diventare «più europea».