L’Intelligenza Artificiale (I.A.), e la robotizzazione, mettono a rischio posti di lavoro ma leniscono la condanna biblica a "guadagnarsi il pane col sudore della fronte". Come già l’aratro e la domesticazione degli animali, rispetto alla zappa; o il vapore, o l’elettricità; o, ancora, l’automazione della catena di montaggio, che rendeva il lavoro meno faticoso e tuttavia "alienante" e disumano. Ora alla catena lavorano i robot. Meno posti di lavoro, soprattutto nel breve periodo; in prospettiva, lavori diversi e più gratificanti. Ma sarebbe antistorico imporre procedimenti antieconomici contro la disoccupazione, come nel paradosso keynesiano di far scavare buche e poi ricoprirle pur di erogare salari (Keynes però prevedeva per il 2030 un orario lavorativo di tre ore).

La I.A., quella vera, con accesso ai big data e algoritmi di machine learning, può imparare da sola, e produrre "macchine" sempre più evolute capaci di perfezionarsi e auto-generarsi (fino alla "Intelligenza Generale", che secondo i catastrofisti ci ucciderà tutti, e secondo gli entusiasti ci libererà da ogni male). Sarà il nostro nuovo schiavo (ma attenzione a Spartaco). Spariranno camionisti e tassisti, ma anche molti radiologi; parzialmente sostituibili perfino giornalisti e avvocati (e giudici). Resteranno i mestieri più creativi o a elevata empatia (dallo psicologo all’assistente sociale); e nasceranno tanti lavori nuovi. Serviranno molti human in command per controllare le macchine. Sarà più economico produrre ricchezza, che dovrebbe poi essere ridistribuita. Non reddito di cittadinanza, ma "lavorare meno (e bene), lavorare tutti". Se il lavoro della macchina è più produttivo, andranno proporzionalmente tassate le macchine: negli Usa e in Gran Bretagna si parla di "workplace automation tax" (era favorevole Steve Jobs). La Corea del Sud penalizza fiscalmente chi impiega macchinari evoluti mangia-lavoro. Anche a Città di Castello, per ogni robot che fa per cinque operai, l’impresa meriterebbe una tassazione pari ad almeno cinque volte «i contributi» per un lavoratore? Una flat tax sui robot?