Talebani a Kabul davanti ai manifesti con donne oscurate
Talebani a Kabul davanti ai manifesti con donne oscurate

Biden, Biden, Biden. Ma l’Europa, cioé noi? È solo colpa del presidente americano se in Afghanistan l’Occidente ha mostrato tutta l’inane pressapochezza di chi dopo aver perso una guerra non riesce a vincere la pace? No, davvero, stavolta l’Europa non può chiamarsi fuori e se vuole limitare i danni di una situazione quasi grottesca può solo trarre dai propri errori la forza per un’indispensabile svolta verso una politica estera comune. La peggior conseguenza di una crisi, diceva Churchill, è sprecarla. Il caos Afghanistan chiama come prima cosa la Ue a un’immediata assunzione di responsabilità nella gestione di una probabile emergenza profughi.

E in ogni caso il disastro di Kabul arriva dopo altre debacle geopolitiche di cui stiamo già scontando le conseguenze. L’ultima è la Libia, prima c’erano state le altre primavere arabe, la Siria lasciata definitivamente a Putin, l’Ucraina, mezzi balcani dove ormai comandano i cinesi. Solo per citare quelle più vicine nel tempo. Abbiamo, noi europei e noi italiani, creduto che ritirandosi dai teatri più difficili le situazioni potessero prendere la strada migliore, in una sorta di fatalismo buonista e imbelle, senza contare invece che in politica estera i vuoti si riempiono sempre, e quasi sempre a discapito di chi c’era prima. Così ci siamo circondati di vicini che si mostrano più aggressivi perché chi pecora si fa, lupo lo mangia, e non abbiamo ancora sentito seriamente l’esigenza di rialzare tutti insieme la testa. Chi avrebbe solo tre anni fa pensato che Erdogan si sarebbe preso mezza Libia?

I balbettii dell’Unione europea scontano la debolezza complessiva dei sistemi politici, quelli per cui si arriva a pronunciare sonore scemenze tipo "la democrazia non si può esportare" (meno male che gli inglesi e gli americani nel 1940 non la pensarono così), ma scontano ancora di più una mancata percezione di sé, di chi non ha neppure un’idea di che cosa sia l’interesse comune. Biden ha ritirato le truppe spiegando che "tenerle lì non risponde agli interessi degli Usa". Bene: quali sono gli "interessi" dell’Europa? Esiste un "interesse" dell’Europa o invece siamo ancora rimasti agli interessi tedeschi, francesi, spagnoli, italiani?

La storia va avanti e speriamo che il caso Afghanistan ci porti consiglio. La gestione dell’affare profughi è il banco di prova. Le prime avvisaglie non sono positive, e solo ieri la commissaria Ue Ylva Johanssonha ha cercato di esorcizzare il problema spiegando di voler "dare assistenza" ai paesi "vicini" all’Afghanistan. Una versione buonista del più truce "aiutiamoli a casa loro" di Salvini. Se si vuole ragionare insieme, non un grande inizio.