Don Giorgio De Capitani è un prete che ragiona. Anzi, per essere più esatti, che fa dei ragionamenti. E come vedremo, non è la stessa cosa. Per di più, quando mette in azione il cervello, si filma perché il suo pensiero abbia la massima diffusione possibile. Infatti, adesso in tanti sappiamo che Don Giorgio vuole uccidere (o far uccidere) Salvini: l’ha detto in un video sul suo canale YouTube, con uno spericolato sillogismo. Un pazzo? Un esaltato? Niente di tutto ciò: un ragionatore di cui andiamo rapidamente a riassumere le riflessioni.

Dice don Giorgio: se Salvini plaude a chi ammazza un ladro entrato in casa sua, perché non posso pensare di uccidere Salvini che sta rubando la democrazia, la libertà e il futuro? Insomma, è vittima di un furto e vuole difendersi facendo secco il rapinatore. 
Legittimo. Oddio, forse non ha letto bene la nuova legge in materia che non trasforma questo Paese in un Far West. Forse è rimasto indietro nella lettura delle scritture, o dove abita lui non è ancora arrivato il nuovo Testamento, quindi resta sempre valido il vecchio: quello dell’occhio per occhio, del Dio vendicatore. Sta di fatto che non ci troviamo di fronte a un killer umorale, a un istigatore per caso. Don Giorgio ragiona. 

E non da oggi: ha acceso ceri alla Madonna perché venisse un ictus a Berlusconi, ha definito i nostri soldati in Afghanistan "mercenari, farabutti e criminali", e ce l’ha pure con il Papa che vuole appendere a qualche pennone. 

Qualcuno dirà: don Giorgio fa ragionamenti ma sragiona, lasciatelo perdere. D’accordo. Diciamo solo che oltre a non aver più una parrocchia dal 2013, non dovrebbe avere più nemmeno l’abito che probabilmente non indossa. E magari, oltre al vescovo, dovrebbe occuparsi di lui il codice penale. Il problema è che il nostro eroe non è solo. Per don Aldo Antonelli, abruzzese, Salvini è fascista e razzista e deve scomparire. Per don Paolo di Agliana "con la legge Salvini, Gesù sarebbe morto", risultato ottenuto anche da Pilato. Insomma, i ragionatori dilagano dai pulpiti e nei social. Concludendo. Salvini non ha certo bisogno di essere difeso. La Chiesa neppure. Ma forse dai tanti, troppi, don Giorgio ha più bisogno di essere difesa lei.