Ci mancava solo questa. Già, ci mancava solo la proposta bomba di Di Maio per le elezioni umbre per prolungare ancora questa estate infinita, più bollente nei Palazzi che sulle spiagge. Un’estate movimentista e bipolare, un po’ folle, speriamo unica. Dicevamo di Di Maio. Interessante la sua lettera, eccome. Primo, nel metodo: non è vero che i 5 Stelle vivono di solo web. Per le cose che contano passano ancora dai giornali. In questo caso, il nostro. Grazie. Secondo, perché, nel merito, segna una discontinuità con quanto accaduto nelle ultime settimane, un ribaltamento totale riguardo al ruolo dei partiti. Fateci caso. Alle 18 dell’8 agosto Salvini scrive a Conte di presentarsi in Parlamento perché il suo governo è sfiduciato. Colpo di sole, o di scena? Boh! La mattina del 5 settembre nasce il governo Conte 2, la vendetta. Niente elezioni anticipate, niente riedizione dell’alleanza giallo-verde. La crisi, come da Costituzione, si consuma in Parlamento, e soprattutto nei suoi dintorni, avendo come protagonisti assoluti i partiti. Ribaltoni, cambi di casacche, vecchie inimicizie politiche che diventano repentini amori. Qualcuno ha parlato di Prima Repubblica. Ma è gente che non c’era o che ha studiato poco: allora era tutto molto più serio. Intendiamoci. Che una volta tanto sotto l’ombrellone si sia parlato quasi più di politica che di gossip, non è affatto male. Ma, come si dice, pensavamo di aver già dato. Che bene o male, fatto un altro Conte, i loro bollenti spiriti fossero calmati. Invece no. Arriva Di Maio, e contrordine: i partiti devono togliersi di mezzo per fare posto a un bel listone civico, come se iscritti o militanti fossero degli appestati. In effetti in Umbria, non si sono visti spettacoli edificanti. Ma bisognerà che questi signori prima o poi si mettano d’accordo con se stessi: i governi si possono fare e disfare con (legittimi) giochi di partito, mentre per scegliere un sindaco o un presidente di Regione bisogna abolire i partiti e pescare per forza negli ordini professionali? In attesa che decidano, possiamo fornire una notizia: l’estate sta finendo. È ora di andare in ferie.