Da maglia nera a senza maglia. L’Italia in Europa è sempre più il vagone di coda del convoglio, e ora a furia di isolarsi rischia anche di venirne sganciata. Ieri la Commissione Europea, nelle sue Previsioni economiche d’inverno, non solo ha tagliato la crescita stimata del nostro Paese nel 2019 allo 0,2% (dall’1,2% di novembre, un punto in soli tre mesi) ma ha misurato in 1,1 punti percentuali la distanza rispetto alla media dell’Eurozona (+1,3%) e in 1,3 rispetto alla Ue28 (+1,5%), un gap record.

Né ci può consolare che anche la Germania sia prevista sotto media, intanto perché comunque ci distanzia di 9 decimi di punto e poi perché è da autolesionisti non considerare che la frenata tedesca finirà per rendere durissima la vita delle nostre esportazioni. E poi, pensate che per la tanto vituperata Grecia è stimata una crescita del pil del 2,2%, due punti più di noi. E di poco inferiori sono le distanze che ci separano da Spagna e Portogallo. Persino il Regno Unito, pur alle prese con la Brexit, è accreditato di un +1,3%. Insomma, gli altri frenano moderatamente, noi abbiamo già ingranato la retromarcia e faticheremo a riprendere la marcia, cosa che comunque avverrà solo nel secondo semestre dell’anno.

Ora, se Bruxelles ci concede solo lo 0,2% a fronte dell’1% previsto dal governo, è perché considera ininfluenti se non addirittura negativi i provvedimenti contenuti nella manovra di bilancio. E questo fatto, oltre a poggiare su solide argomentazioni, è un preciso segnale che l’Europa ci manda. Ora sommatelo all’atto senza precedenti, e di gravità assoluta, del richiamo in patria dell’ambasciatore francese a Roma – cioè di un Paese amico, alleato e socio monetario – e alla non meno grave decisione italiana di sottrarsi al giudizio unanime europeo sul Venezuela, e avrete contezza del livello di isolamento raggiunto dall’Italia in Europa. Siamo in recessione, ci resteremo e ci allontaniamo dall’Europa, che pur con tutti i difetti che le si possono e vogliono attribuire, rimane un ancoraggio fondamentale per non sprofondare nel Mediterraneo. Una situazione talmente grave che non può non risvegliare le coscienze, anche quelle più assopite. 
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