Dunque, hanno dato i numeri. O almeno li hanno dati sbagliati; il che è quasi peggio, in attesa delle annunciate correzioni a frittata fatta e servita. Intendiamoci. Gestire una vicenda come quella del Coronavirus non era e non sarà facile. Tante cose hanno funzionato e funzionano come si deve. La comunicazione ufficiale, no. 
Perché scopriamo ora dagli stessi scienziati che da giorni si stanno diffondendo numeri che sommano i malati veri con i positivi al tampone, gente che non è neppure detto che si ammali. Una somma che gli altri non fanno, che ha creato il caso Italia e che ci ha portato sul podio degli ‘appestati’. 

Un dubbio: molto trasparenti o un po' fessi? Per quanto riguarda i morti, poi, l’intervista di Giovanni Panettiere al professor Bassetti mette a nudo un’altra verità più imbarazzante: dei 14 decessi ‘ufficiali’, forse solo 2 o 3 sono per causa diretta del virus, a conferma di una riflessione che da tempo noi "virologi del buon senso" stavamo facendo. Domanda. Se un malato terminale, o un ottantenne malconcio, contrae il ‘corona’ e muore, ci ha lasciato per il male che lo ha portato sul baratro, o per il filo di vento che gli ha dato l’ultima spinta? Domanda bis: perché iscrivere tutti i 14 decessi nella lista delle vittime dell’epidemia? Altrove mica funziona così.

Con il risultato che ci si ammala dappertutto, ma noi siamo diventati gli untori del mondo, anche se continuiamo a morire ‘banalmente’ di cancro e di vecchiaia. Con il consueto tentativo, poi, di attribuire ai media le colpe di questo tam tam; come se riferire i loro numeri, i loro blocchi, le isterie delle regioni, si trasformasse in complicità, anzi in colpa primaria. Indecente. Infine con il devastante effetto collaterale di provocare, questa sì, una vittima vera: la nostra economia. E se adesso incominciano a correggere liste e statistiche, pensate che il mondo ci creda? Pensate che tanti paesi credano a una rilettura più corretta dei dati, oppure non gridino, o gli faccia comodo gridare, che siamo i soliti pataccari? Certo, è partita nelle scorse ore una campagna ufficiale per ricostruire un’immagine deformata del caso Italia, perché tornino in fretta prenotazioni, o forniture. Bene. In bocca al lupo. Nel frattempo noi, i media, continueremo a riferire fatti e numeri. Sperando che loro, le ‘autorità’, smettano di darli. Sbagliati.