Marina Terragni
Marina Terragni

Caro Governatore Fontana, il suo collega campano Vincenzo De Luca sta adottando in autonomia aspre misure per prevenire il contagio da Covid-19. È immaginabile che lei abbia le stesse prerogative in Lombardia. La situazione nelle province di Bergamo, Brescia, Cremona e Lodi è davvero angosciosa. Bergamo e Brescia con relative province (circa 2 milioni e 400mila abitanti) totalizzano un numero di contagi che sfiora il quadruplo dei contagi a Milano e provincia (3 milioni e 300 mila persone). 

Quei territori andavano serrati come Codogno: lì ha funzionato. Difficile comprendere le ragioni per le quali il governo non abbia adottato provvedimenti per tempo (e il tempo è almeno una settimana fa): forse le pressioni degli industriali? Bergamo e Brescia sono il cuore industriale della Lombardia. Il contraccolpo economico sarebbe senz’altro maggiore che a Codogno. Ma tenere aperte Bergamo e Brescia sta comportando costi umani intollerabili, che si tradurranno in costi economici. Il virologo professor Galli ha dichiarato a ‘8 e mezzo’ che in quelle zone vanno chiuse tutte le attività senza eccezioni. E che da quelle zone nessuno deve venire a Milano. Preservare Milano è un obbligo assoluto non solo per Milano ma per tutti. Da quelle zone arrivano oggi notizie di chiusure spontanee e/o concordate, notizie che non sono ancora sufficientemente chiare. Le chiedo pertanto di considerare l’ipotesi di una serrata assoluta di Bergamo e Brescia onde evitare che la situazione si aggravi ulteriormente. E di dichiarare la chiusura in modo netto, con relative severe sanzioni per quei datori di lavoro che non aderiscano ai provvedimenti. Ringraziandola per il suo impegno e quello di tutta la Giunta.