Tre timori assediano il Palazzo. Il centrodestra ha paura di essere coinvolto in decisioni che non ha contribuito a prendere. Il centrosinistra teme di non poter fare abbastanza. Il governo di non avere la forza di avviare la coraggiosa politica di ricostruzione suggerita da Mario Draghi.

Salvini, Meloni e Tajani raccontano i contatti con palazzo Chigi come un garbato dialogo tra sordi: come facciamo ad accettare il vostro piano di marzo se non sappiamo che cosa avete in mente per aprile? Quanti soldi saranno disponibili? A chi pensate di darli? I dipendenti vanno in cassa integrazione: ottimo.

Ma il problema, dice Draghi, è di tutelare le aziende: se chiudono, saltano anche i dipendenti. E ha detto ai governi: non abbiate paura di indebitarvi. Che cosa ha previsto il governo italiano ? Gli autonomi avranno soltanto seicento euro? E così via. La maggioranza è divisa. Renzi ne fa parte solo virtualmente. Il M5S è arroccato in difesa di palazzo Chigi e contrario a ogni apertura. Il Partito democratico è cautamente aperturista. Ma non si vedono per ora segnali di un coinvolgimento pieno dell’opposizione, ammesso che questa voglia essere coinvolta fino in fondo.

Il deplorevole egoismo dei paesi nordeuropei non aiuta e favorisce l’ala più dura della Lega, come dimostra lo scontro di ieri tra il ministro Gualtieri e il presidente della commissione Finanze del Senato Alberto Bagnai. Tra qualche mese lo tsunami del virus sarà finito e si vedrà se questo governo è in grado di guidare la ricostruzione – come sostengono i 5 Stelle – o ci vorrà altro. Qui il centrodestra è diviso. Salvini e Berlusconi vedrebbero con piacere un governo di unità nazionale guidato da Mario Draghi. Giorgia Meloni non è d’accordo e vuole andare ad elezioni nella speranza di arrivare a un forte governo di centrodestra.

Potremo permetterci una campagna elettorale in tempi brevi? D’altra parte, un governo fino a ieri diviso su tutto avrà la forza di ripartire dalle macerie di un dopoguerra? Già si vedono le prime macerie. Nel Sud finora il virus non ha colpito duro, ma la crisi derivante dal blocco totale sì. I milioni di lavoratori in nero come camperanno? E chi ha lavori precari? Le scene di disperazione viste ieri a Roma, a Napoli, a Palermo e altrove lanciano un messaggio inquietante. Quante imprese chiuderanno? Quanti mercati esteri perderemo? Draghi non ha scritto un articolo, ma un programma di governo. Resterà confinato al ‘Financial Times’?