Lo dico subito: preferisco la politica ‘teatrale’. Le scene, le trovate, le bizzarrie gestuali. Il teatro è una qualità, un’arte umana che si attiva ogni volta c’è in gioco qualcosa di importante: gli amanti fan teatro, si fa teatro dinanzi alla morte, o per sopravvivere in certe situazioni, o per tirare a campare. Fan teatro gli innamorati, i mendicanti, i preti nei riti, i venditori. Meglio se lo fanno anche i politici. Dove c’è teatro c’è vita. Peggio sarebbe avere solo bisbigli nei corridoi dei palazzi, dispacci riservati e solo parate plumbee e ordinate. Certo, si può far teatro per ingannare o per mettere in scena cose importanti. Le scene dunque vanno interpretate, guardate bene e non liquidate banalmente. I grandi politici, da sempre, sono anche grandi attori. Tutti. A volte anche il cosiddetto ‘contegno istituzionale’ fa parte integrante della messa in scena. E occorre distinguere il teatrino superficiale della politica dalla scena vera in cui si agitano, a guardar bene, grandi questioni, come quella attuale che riguarda il posizionamento internazionale dell’Italia. Paese che, peraltro, proprio nel teatro ha dato un grande contributo al mondo, dalle Sacre Rappresentazioni medievali, compreso il Presepe inventato da San Francesco, fino alla Commedia dell’Arte, alla Opera Lirica e a Pirandello e oltre. E di politici che hanno incarnato il teatro di vario genere, dalla commedia alla tragedia, dalla farsa allo psicodramma ne abbiamo avuti. Guardando in giro direi che abbiamo fatto scuola. Ne sono fiero da poeta anarchico e da cittadino che assiste e si orienta nelle questioni. In questi giorni ci si offrono buone pagine del teatro della politica. Espressioni, gesti, trovate, invenzioni linguistiche. Da ‘governo Ursula’ (e si sa cosa ha pensato mezza Italia, specie la parte maschile) a ‘Caro, Matteo...’ (col tono di chi ti vorrebbe infilzare...) a vari ennesimi gesti in Parlamento, ne stiamo vedendo delle belle. Non disprezziamo, come fanno certi tipi sussiegosi. Guardiamo bene. Può essere non solo divertente, ma istruttivo per esser veramente democratici.