Siamo sinceri: questo piccolo sconto se lo meritava. E magari riuscirà a portarne a casa pure altri. Insomma, fanno bene i difensori di Battisti a ricorrere in Cassazione contro la conferma in appello dell’ergastolo al loro assistito, invece dei 30 anni richiesti. Anche se l’ergastolo è arrivato sblindato, con il gentile omaggio previsto dalle legge: i benefici. Ancora tre anni e mezzo di pazienza, e per il nostro eroe comincerà il valzer dei permessi. Giusto. Se li merita. Perché lui si è pentito e ha chiesto scusa. Tre mesi fa. Che volete di più? Qualche forcaiolo ricorderà che ha ammazzato non una, ma quattro persone, e in più per 37 (!) anni ha preso per i fondelli la giustizia italiana, i familiari delle vittime, e un’opinione pubblica disgustata da questo personaggio poco gustoso. E per fortuna che alcuni Paesi più avanzati come la Francia e il Brasile di Lula, e parecchi intellettuali avanzatissimi lo hanno sostenuto oltre i limiti del tempo e della decenza, salvo pentirsi a loro volta in "articulo mortis" della fuga. Qualche reazionario penserà che nella valutazione dei giudici poteva pesare di più, oltre al tempo infinito della latitanza, anche il comportamento del fuggiasco che non solo scappava, ma irrideva i governi e la magistratura: un perseguitato politico che si sottraeva legittimamente a sentenze di regime. Forse, potrebbe argomentare qualche estremista assetato di vendetta, a uno così non bisognava concedere neppure il quarto d’ora d’aria, visto che ne ha presa già abbastanza a Copacabana; forse bisognava evitare di aprire lo spiraglio, visto che poi, passo dopo passo, la porta degli sconti si spalanca, e tutti a casa; forse a un recidivo di evasioni, non era il caso di offrire altre opportunità di fuga: come dare a un ladro la combinazione della cassaforte. Tutte considerazioni che qualcuno potrebbe fare avendo pensato che finalmente il caso fosse chiuso e la chiave buttata. Errore. Resta l’ergastolo, e non è poco. Ma anche la sgradevole certezza che nei nostri tribunali un Battisti può sempre chiedere. Ed è giusto. Ma che purtroppo qualcosa gli viene dato.