È una fila lunga, interminabile, che si perde lontano, fatta di volti che oggi non sorridono. Sono milioni di persone che vanno dal Piemonte alla Sicilia, sono i componenti della famiglia allargata del maresciallo ucciso da un balordo con precedenti per droga. Tutti figli, tutti padri, tutte madri del carabiniere che stava per sposarsi. Un abbraccio collettivo dell’Italia perbene. Ha ragione il comando generale dell’Arma quando dice che l’intera collettività è orfana del maresciallo Vincenzo Di Gennaro, 47 anni, eroe della quotidianità. Quella degli uomini in divisa che tutti i giorni, senza che noi ce ne accorgiamo, controllano le strade, redigono verbali di risse, furti e incidenti stradali, ascoltano persone che si recano in caserma per un consiglio, pattugliano scuole e ospedali.

E in un attimo fuggente possono passare dalla luce della vita al buio della morte durante la routine di un giorno qualsiasi in pattuglia. C’era più di un motivo per cui il pazzoide che ha sparato, ferendo anche un altro carabiniere, avrebbe dovuto essere in carcere. È un pluripregiudicato per stupefacenti e durante una recente perquisizione era stato trovato in possesso di 4 dosi di cocaina. Ma era fuori. Pericoloso e armato. E qui, pur in una terra di prima linea per la malavita organizzata, stavolta non c’entrano la Sacra corona unita o la ’Ndrangheta.

Personaggi come questo ogni giorno incrociano la nostra strada per caso o per sfortuna, sono liberi, campioni dello slalom fra benefici giudiziari e burocrazia della Giustizia che zoppica. E possono uccidere. Oggi il maresciallo dallo sguardo buono di Cagnano Varano, domani una persona qualsiasi. Il sacrificio di Vincenzo Di Gennaro riavvolge il nastro dell’attenzione verso le migliaia di carabinieri che dovrebbero ricevere un encomio, un grazie in coro, come succede a quelli delle grandi operazioni antimafia corredate da ampia scenografia mediatica. Ieri i colleghi del maresciallo hanno coperto l’auto crivellata di colpi con la bandiera tricolore. Chi passa a ogni angolo di strada, in ogni angolo d’Italia, lasci un fiore.