Prima domanda: comprereste la casa da un’impresa che incomincia a costruire dal tetto? Domanda bis: vi fidereste del fatto che, pur dicendo di avere regolare permesso, la tirano su di notte come certe ville sbucate all’alba sull’Appia antica? Magari qualche dubbio vi verrebbe sulla serietà della ditta. È lo stesso che non può non venire osservando il blitz con cui nottetempo la ’5Stelle-Cirinnà & soci’, con un emendamento alla Finanziaria, ha blindato e ufficializzato l’esistenza dei negozi che vendono cannabis. Quelli che un decreto Salvini intendeva far chiudere. Ma come si sa, esistono i decreti che hanno valore di legge, e quelli Salvini che hanno incorporata la licenza di essere disattesi. 

I negozi che avevano suscitato battaglie politiche e legali su cui la Corte di Cassazione era intervenuta chiedendo una regolamentazione organica della materia: dal produttore di fiori al venditore di tisane negli esercizi sbucati come funghi, o come canne a seconda del modo di vedere. Allora, diciamo che nel merito del problema ognuno la può pensare come crede. Ricordiamo solo che chi si occupa di droga, di recupero, ha sempre messo in guardia dalle piccole dosi, dalla ’leggerezza’, spesso anticamera di consumi ben più pesanti. Allarmisti? Probabilmente solo realisti. Merito a parte, il metodo della vicenda ha, per restare in tema, il ’fumus’ della forzatura, come hanno le cose fatte al buio, che siano un decreto o una villa abusiva. Il tutto condito dalla doppia ipocrisia di un contenuto massimo che difficilmente si potrà controllare, e di una tassa per far vedere che nulla sfugge all’equa fiscalità dello Stato. E la legislazione organica richiesta dalla Corte, la casa da costruire prima di fare il tetto? Tutta nell’emendamento, tutto in una notte. Che spesso porta consiglio. Ma a volte anche no.