Nella società dei giudizi sommari, anche a un coccodrillo può capitare di salire sul patibolo. A lui e al suo padrone. Anche se il coccodrillo è piccolo e di stoffa, come quello che sta sulla Lacoste di Carlo Calenda. Che ha pubblicato su YouTube un lungo video di analisi sulla situazione del Pd, ed è stato attaccato (accadde anche a Bertinotti nel 2006) non per i suoi ragionamenti, ma perché indossava questa maglietta “da ricco”.

“Siamo un paese di pazzi”, ha commentato. Magari, onorevole. Da qualche lustro siamo un Paese (male)educato a detestare e criminalizzare il successo e i guadagni, quasi sempre giudicati ingiusti o malavitosi. Quelli dei politici in particolare. Intendiamoci. Una parte della Casta ha fatto di tutto perché questo sentimento si diffondesse. Ma parliamo sempre di una minoranza rispetto a una maggioranza (persino tra i magistrati) che si guadagna onestamente una pagnotta a volte molto modesta: i sindaci, ad esempio, quelli dei piccoli comuni in particolare, gente che per poco più di mille euro al mese si becca un avviso di garanzia per ogni firma che fa. A questi signori guardiamo la griffe che indossa o la busta paga?

O l’altra enorme sciocchezza di importanti incarichi pubblici assegnati, si precisa per prevenire fiammate di indignazione, senza alcun emolumento. In cui i casi sono tre. O chi accetta è ricco di famiglia, o va per rubare, oppure non vale sul mercato. Ecco il punto. Non c’è dubbio che la Casta dovrebbe guadagnare meno, partendo però dal come e non dal quanto: se lavori e rischi per la collettività, è giusto che tu sia pagato bene. Perché se pago male, recluto solo chi non ha di meglio. Quando ce l’ha. E se fa e propone cose serie e utili, può vestirsi pure tutti i giorni in smoking di Armani. Domanda: si giudicava Togliatti dagli abiti? Li comprava forse alla coop? Per farla breve. Basta con i super stipendi immeritati. Ma basta anche con il culto della modestia, della pochezza di tasca per chi ha compiti impegnativi e delicati. Allora, onorevole Calenda, metta tutte le Lacoste che vuole e faccia bene l’eurodeputato. E ovviamente: buon coccodrillo a tutti!