Torino, 7 gennaio 2018 - na notte di veleni lascia la Juve nella scia del Napoli capolista. Ma sul campo di Cagliari la temperatura è quella di un vulcano in eruzione. Decide un gol di Benardeschi (il terzo su 4 apparizioni da titolare) ma un Cagliari rabbioso e furente impreca contro l’arbitro Calvarese e la famigerata Var. Un gomitata in area di Benatia a Pavoletti e un fallo di mano di Bernardeschi, entrambi ignorati dal direttore di gara, avvelenano il finale di gara. Serata complicatissima per la Juve che perde per infortunio prima Dybala e poi Khedira e vede Sczeszny compiere due parate-capolavoro.

Cagliari-Juventus 0-1 tra le polemiche. A segno Bernardeschi

E’ vero che la squadra di Allegri centra anche due pali nel primo tempo (con Dybala e Bernardeschi) ma l’aggressività del Cagliari e la velocità dei suoi attaccanti rendono la vita durissima alla Juve, ribattendo colpo su colpo. Uomo della partita diventa ancora una volta Douglas Costa, subentrato a Dybala. E’ da un suo cross radente che arriva la facile deviazione in gol dell’ex viola. Il duello rusticano di Cagliari, adilà delle polemiche, dice che questo campionato si deciderà allo sprint e che anche le squadre medio-piccole, possono decidere i grandi giochi dello scudetto.

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Come in un tappone dolomitico il ritmo infernale dei fuggitivi mette alle corde chi insegue. E così il distacco aumenta, mentre rughe profonde solcano all’improvviso il volto degli affannati cacciatori. La più vicina è l’Inter (-9 dal Napoli) con Icardi che riassapora il gusto del gol ma la morìa dei difensori e l’ostinazione di una bella Fiorentina sottolineano i limiti di organico che Ausilio dovrebbe curare al mercato. Un difensore centrale e un fantasista, capace di accendere la scintilla del gioco senza ricorrere al solito cross, sarebbero il degno complemento per frenare le rabbie di Spalletti e le appresioni dei tifosi nerazzurri.

Senza lo scatenato viveur Nainggolan, multato e lasciato fuori squadra per le sue prodezze di capodanno sui social, anche la Roma mostra la corda, complice la forza serena dell’Atalanta di Gasperini e i difetti di personalità che affiorano nella squadra di Di Francesco. Quando il risultato è negativo e c’è una china da risalire, la Roma perde la rotta e i singoli cercano il colpo ad effetto invece di ragionare da squadra come un allenatote di stampo sacchiano richiede. Perccato perché il ritorno al gol di Dzeko è di per se un fattore importante per segnare una svolta decisiva. Ma anche in vantaggio numerico per l’espulsione di De Roon, la Roma fallisce l’aggancio.

Chi ha forza esplosiva e giovane vitalità è la Lazio di Inzaghi, trascinata dal suo totem Immobile. Con il poker a spese della Spal, il capocannoniere sale a 20 gol, lo stesso ritmo del recordman Higuain ma con una partita in meno.