Lo ha detto in modo chiaro Mario Draghi al Meeting di Rimini alcuni giorni fa: «I sussidi servono a sopravvivere, a ripartire. Ai giovani bisogna però dare di più: i sussidi finiranno e se non si è fatto niente resterà la mancanza di una qualificazione professionale, che potrà sacrificare la loro libertà di scelta e il loro reddito futuri...Se guardiamo alle culture e alle nazioni che meglio hanno gestito l’incertezza e la necessità del cambiamento, hanno tutte assegnato all’educazione il ruolo fondamentale nel preparare i giovani a gestire il cambiamento e l’incertezza nei loro percorsi di vita, con saggezza e indipendenza di giudizio»

Davanti al caos che regna rispetto alla riapertura delle scuole vale la pena rileggere attentamente queste parole di Draghi. Che cosa è prioritario per i giovani, adesso? Tornare nei luoghi dove possono crescere. Si parla sempre di scuola, ma non dobbiamo dimenticare che esistono anche le università, i centri di formazione professionale e gli ITS (percorsi post diploma ). I ragazzi devono poter ritornare a costruire la loro vita! Tutti sarebbero disposti a sottoscrivere le parole di Draghi, ma nessuno, in concreto, è veramente disposto a cambiare.

E’ mai possibile che i corsi di recupero previsti dal primo settembre siano considerati "attività di didattica ordinaria" solo per gli studenti e non per i docenti che chiedono di essere pagati per queste ore "non previste" dal contratto? Che cosa possono pensare di noi i ragazzi?

I banchi non sono ancora arrivati e nelle scuole dove ci sono è un’impresa avere bidelli che li spostino perché molti di loro sono lavoratori fragili (basta avere più di 55 anni per poterlo essere). Come potremo essere pronti?

Nessuno ha la bacchetta magica, ma questa situazione sta mettendo in evidenza quante contraddizioni esistano nel nostro Paese. La polemica sull’uso della mascherina è emblematica. I virologi hanno litigato su tutto eccetto che su due punti: 1) dobbiamo abituarci a vivere con il virus, non esiste un rischio zero; 2) la mascherina è uno strumento fondamentale per proteggersi dal Covid 19.

Se usare la mascherina è la condizione per riaprire le scuole dopo un’estate senza freni, perché farla diventare un problema insormontabile? Rovesciamo il discorso sulla riapertura delle scuole: attraverso gli otto milioni di studenti avremo la possibilità di entrare in tutte le famiglie condividendo un modo per ritornare a vivere nonostante il Covid. Ma facciamo di tutto per poterle riaprire.