La nostra bella Italia ha una storia politica ricca di stravaganze, ma in un’ideale classifica delle eccentricità il caso Alitalia, e il modo in cui viene gestito da oltre 5 lustri, sta sicuramente ai vertici. In sintesi: a fine anni 90 prima crisi, primo tentativo di risanamento, fallito; inizio 2000, continuazione della crisi, secondo tentativo pubblico e secondo flop; 2009, stato di crisi, nomina di un commissario, 7mila dipendenti in cassa integrazione per almeno 7 anni, intervento dei capitani coraggiosi, terzo flop. Poi, su ciò che restava di Alitalia, coinvolgimento di Etihad, altro flop, altre perdite, nuovo commissariamento, con ancora in corso il precedente, nuova cassa integrazione e nuovo flop consolidato. 
Per non farsi mancare nulla e non sfigurare di fronte ai governi precedenti, l’esecutivo giallo-verde si inventa l’ennesima stravaganza, o meglio follia: riportare tutto sotto lo Stato, et voilà, un po’ di Tesoro e Fs, magari Cassa Depositi e poi... E poi solo Delta, che ha dichiarato per iscritto il suo interesse, sicuramente vincolato a qualche fattore che ne consenta l’uscita ancor prima di entrare. Il resto è tutto in alto mare. 
I commissari invocano una proroga in cerca del cavaliere bianco. Di Maio vorrebbe come partner Atlantia, cioè la stessa società che intende sbattere fuori dalla gestione di Autostrade. I sindacati proclamano lo sciopero generale nel tentativo di salvare l’intera forza lavoro, che è il problema insormontabile per qualunque compagnia aerea che voglia entrare in Alitalia. Così com’è Alitalia è insalvabile. Per trovare un partner industriale in grado di tenerla in piedi servirebbe almeno il dimezzamento degli occupati, una dimensione internazionale per riuscire ad accaparrarsi i lunghi percorsi, e molti quattrini per acquisire aerei idonei a farlo, oltre ad un piano di marketing, pagato e coordinato dal sistema pubblico, in grado di attrarre cinesi , indiani e statunitensi, cioè il lungo raggio, in barba alle grandi compagnie esistenti che già fanno questo lavoro. Un sogno irrealizzabile. Quindi? Non resta che azzerare tutto e ricominciare con un grande partner internazionale.