Secondo le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità gli uomini adulti non dovrebbero andare oltre i due bicchieri di vino al giorno (o una lattina di birra o un bicchierino di superalcolico). Le donne fermarsi alla metà. E gli adolescenti sotto i 15 anni astenersi del tutto. Conosco l’effetto che ha su di me una Menabrea piccola. Prima mi rende euforica, poi leggermente paranoica e, infine, pesantemente sfocata. Con la faccia contratta da una media irresistibile una notte ho fatto cadere le chiavi della macchina nello sportellino del bancomat. E ho capito che poteva bastare. So che se dovessi partecipare a un binge drinking, chiamiamola bicchierata o bisboccia senza freni, perderei i sensi. Loro no.

Sono circondata dalle bande tardo adolescenti che ruotano attorno a mio figlio e penso che la capacità di reggere l’alcol sia frutto di una mutazione antropologica. Bevono come pirati sfiorando l’overdose alcolica e il principio di avvelenamento ma restano in piedi. E alle cinque del mattino, prima di andare a dormire, lavano via tutto con un caffè. Ho indagato tra i fuoriclasse. Il riscaldamento comincia proprio con due o tre birrette nel tardo pomeriggio, prima dell’aperitivo. A quel punto scatta l’ora dello shottino: in inglese significa spararsi etanolo, gli italiani hanno storpiato in shortino vista la dimensione mignon dei bicchieri. Per due o tre euro si trangugiano proiettili di vodka, rum, gin o assenzio lisci. Qualcuno mescola l’alcol puro al succo di pera e allora lo chiama chupito. Dicono sia un ottimo lubrificante sociale, non considerano lo choc per fegato e cervello. Se vanno a cena chiedono il vino della casa. A fiumi. E non si negano l’amaro prima di tornare a fare sul serio con i cocktail ad alta gradazione. Non tutti i giorni. Quando vogliono divertirsi. Tanti hanno smesso di fumare perché fa male. Ma sui bicchierini non ci sono malati di pancreatite in fase terminale e allora si continua a giocare: beer pong, free shot, flip cup. Passatempi troppo stupidi e pericolosi per meritare la traduzione.