Un tempo c’era il delitto d’onore giustificato per tutelare il buon nome della famiglia. E nella società sostanzialmente maschilista poteva accadere che due uomini si affrontassero, anche con violenza efferata, per difendere la presunta ‘proprietà’ femminile contesa.

Quasi preistoria sociale pensando a cosa accade nel terzo millennio e specialmente tra i giovanissimi. Adesso la rivalsa o la vendetta avviene spesso non più pubblicamente, ma nel mondo ipervasto della Rete mettendo semmai alla berlina il rivale o la sfidante. 

Oppure si assiste a casi di mutamento sociale evidente come avvenuto nel drammatico episodio di Gela in provincia di Caltanissetta, Sicilia. Non siamo nel bel mezzo di una periferia degradata di una metropoli, ma nel centro storico del Comune di 75mila abitanti, affacciato sul mare. Una scena da bad girl, da film o da serie tv che tanto di moda vanno oggi sulle piattaforme a pagamento.

Un tempo c’era la zuffa se le protagoniste erano due donne, al massimo c’era l’offesa in pubblica piazza, la "sgualdrina" da far conoscere a tutti caso mai avesse tentato di rubare il fidanzato o fosse mai il marito da contendere. Roba da film in bianco e nero, da costumi interi, da matrimonio in chiesa e da arrivarci illibate. Adesso è tutto uno scenario da fiction, da road movie, da canzone maledetta. Giovanissima si è armata di un coltello e ha atteso la presunta rivale mettendo in atto un vero e proprio agguato. Frequentano lo stesso corso professionale per parrucchiera, sognano, molto probabilmente entrambe, un lavoro sicuro e chissà un salone dove fare i capelli alle signore di Gela oppure di prendere il diploma e "salire su al Nord". La ragazza ferita non corre pericolo di vita per fortuna, chi l’ha aggredita dopo una prima fuga si è rifugiata a casa e poi ha spiegato tutto ai carabinieri. C’era un ragazzo conteso tra loro due. E la rivalità covava da giorni. Ad assistere al blitz altre ragazze. Come in una scena da serie tv.