Rolling Stones contro Trump (Afp)
Rolling Stones contro Trump (Afp)

Los Angeles (California, Usa), 6 maggio 2016 - Il rapporto tra politica e musicisti, in America, non è mai stato idilliaco. Ma ora sembra che le star del rock si siano coalizzate contro Donald Trump, diffidandolo dall'usare le loro canzoni nei comizi della travolgente campagna elettorale delle primarie repubblicane.

Ultimi a dare lo 'stop' al miliardario aspirante presidente sono i Rolling Stones, che gli hanno chiesto di non usare più le loro canzoni nei suoi comizi elettorali. La richiesta della rock band britannica, guidata da Mick Jagger e Keith Richards, arriva dopo che Trump si è affermato come candidato di punta del partito repubblicano per la corsa alla Casa Bianca, in seguito al ritiro del senatore Ted Cruz e del governatore dell'Ohio John Kasich. Dopo aver vinto le primarie in Indiana, Trump ha tenuto un discorso a Indianapolis: la sua entrata sul palco è stata accompagnata dalla canzone dei Rolling Stones 'Start me up'.

"I Rolling Stones non hanno mai dato il permesso a Trump di usare le loro canzoni nella sua campagna elettorale", ha detto un portavoce della band alla rivista specializzata Billboard, aggiungendo che la band ha chiesto di "smettere di usare" le su canzoni.
Oltretutto 'Start me up' non è l'unico brano che Trump ha usato nel corso dei suoi comizi. Secondo quanto riportato dal New Yorker, i suoi convegni elettorali sono stati accompagnati da altri pezzi della band come 'You can't always get what you want', 'Sympathy for the devil' e 'Brown sugar'.

Donald Trump e AdeleTra gli altri brani impiegati da Trump per le sue manifestazioni elettorali ci sono 'Tiny dance' di Elton John, le canzoni tratte dai musical 'Cats' e 'Il fantasma dell'opera'. I Rolling Stones non sono i primi ad aver chiesto a Donald Trump di non usare la propria musica a scopi politici. Anche la cantante inglese Adele, il rocker canadese Neil Young e gli ex membri dei Rem si sono mossi nella stessa direzione.