Prima della Russia, ospito l’intervento del carissimo Otelma, co fondatore di questo ameno luogo una vita fa.

OTELMA SCRIPSIT
Ce l’ha fatta. Vettel è tornato sul gradino più alto del podio. Ma debbo subito fare ammenda:  per me (e per una larghissima fetta di appassionati) su quel gradino doveva già esserci in Canada, ma qualcuno decise diversamente…

Chiedo scusa anche per il fatto di appartenere ad una generazione forse non più di moda, ma lasciatemelo dire: sono un po’ indignato per come è stato trattato Vettel da un anno a questa parte.

Eppure, niente di nuovo, eh, sia chiaro, è una situazione già ben vista e vissuta con un certo Michael Schumacher, massacrato dalla stampa e da una parte di tifoseria fino a quando – Deogratias- gli hanno messo in mano una macchina in grado di poter vincere, senza bisogno di miracoli (ma pur sempre con una bella dose di impegno), un titolo mondiale. Perché quando al pilota chiedi i miracoli, saltano fuori i problemi.

Faro’ arrabbiare ancora i fans diHamilton, ma è esattamente ciò che penso: facile farsi la fama di infallibile quando guidi una macchina che dà un secondo al giro ai tuoi avversari (e quando l’unico che ce l’ha uguale alla tua è Bottas, che le poche volte che per puro caso è davanti viene fermato dalla squadra anche se Hamilton ha circa 100 punti di vantaggio nel mondiale). Facile. Ma è quando il gioco si fa duro che i duri cominciano a giocare (cit.)… E quando si gioca non più sul velluto ma sul ruvido asfalto improvvisamente diventato nemico, i nodi e le treccine arrivano al pettine, e anche lo squadrone Mercedes comincia a cannare qualcosina… Perché alla fine torniamo sempre li, quando sei costretto ad inseguire, quando ogni volta devi dare il 110%, le probabilità di sbagliare aumentano in maniera esponenziale.

Mi obietterete: ma Vettel ha fatto degli errori! Certo! E’ allora cotto o brocco, come dice qualcuno? Sopravvalutato come dicono (tanti) altri? Ecco, io penso di no, penso semplicemente quello che ho scritto sopra, che quando devi rincorrere e ricorrere a strategie azzardate, le possibilità di errore aumentano di brutto. In Ferrari, negli ultimi anni, è successo non di rado. Gli errori di Seb restano tali, ma andrebbero inquadrati nel contesto, come scriverebbe uno più bravo di me.

Un esempio? Alzi la mano chi ha capito la strategia Mercedes per Hamilton in gara a Singapore. Secondo me l’han capita in pochi, probabilmente neanche loro.

Infine, farò parlare il sentimento. Mi ha davvero commosso sentire il team radio post traguardo di Vettel un minuto di team radio, 9 volte ha detto GRAZIE. E’ il segno inequivocabile che ha avuto dei dubbi, seri, sul supporto che aveva in squadra. Io sono sicuro che lui non ha dubbi su se stesso, ma su quanto lo stesse supportando la squadra… beh, lì qualche perplessità inconfessabile ce l’aveva eccome. E siccome è tutt’altro che stupido, sa bene che buona parte del merito della vittoria è da attribuire alla strategia della squadra, oltre che alla sua capacità di fare i giri subito dopo il pit in maniera forsennata, sorpassando anche parecchie vetture che, seppur più lente, erano in gara e non doppiati. Bene, anzi benissimo! Peccato per il mondiale che ormai è già sulla bacheca di Hamilton, che di sicuro sta rosicando un bel po’: nonostante le premesse di inizio campionato, sta vivendo una specie di incubo da carenza di vittorie, mi pare abbia conquistato solo due degli ultimi 7 Gp. Quasi niente, per uno con le sue abitudini. Ps. Non molto tempo fa, in questa sede, esternai la mia frustrazione di tifosi nei confronti della GeS di Maranello: da quando scrissi quel post al vetriolo, che mi fruttò parecchie critiche qui fra i commenti, sarà un caso ma hanno compiuto un salto in avanti che ha del clamoroso.

Scherzando, sarei quasi tentato di attribuirmi parte del merito. Seriamente: sono stati formidabili.

Tanto di cappello.