Don’t panic, I’ve got it (cit).
Come sempre, mai prendere troppo sul serio un venerdì in pista. Vale anche stavolta, vale anche per le prove libere canadesi. Di sicuro, ho avuto l’impressione che la Mercedes, almeno in assetto da gara, disponga di un piccolo margine di vantaggio. Ma è altrettanto ovvio dichiarare che sullo sviluppo degli eventi potrebbe incidere la rituale incognita dei motori.
Le tre squadre di vertice mi sembrano molto vicine in termini di prestazione. Aggiungo, anche come auspicio, che Vettel ha giocato a nascondino.
Anche con le parole.
Ergo non escludo che Seb, alla maniera di Stanislao Moulinski, grande asso della Scuderia Nick Carter negli anni Settanta, possa felicemente esibirsi, fra pole e Gran Premio, nel suo più spettacolare e riuscito travestimento, con Kimi nei panni del fedele Patsy e l’ultimo chiuda la porta, come ha detto Simone Resta congedandosi da Maranello.
Le Sturmtruppen non mi avranno.
Intanto dietro le quinte narrano che Alonso abbia deciso di trasferirsi definitivamente in America a fine stagione, per correre l’intero campionato Usa e sommare il trionfo nella 500 Miglia di Indianapolis all’imminente successo in Toyota alla 24 Ore di Le Mans.