Per prima cosa tanti tanti tanti auguri al meccanico ferrarista ferito.
So bene quanto sia difficile il mestiere degli operai da Gran Premio.
E ho capito, una volta di più, perché Enzo Ferrari titolo’ “Le mie gioie terribili” la sua autobiografia
Questa è una gioia terribile e meravigliosa.
Immenso Vettel.
Spero non transiti più qui, in casa mia, gente pronta a dubitare del talento di questo ragazzo. Del suo coraggio.
E c’è del genio in questa Ferrari, la Rossa di Arrivabene e Binotto. La squadra si inventa sempre qualcosa, a quanto pare. Stavolta, con le gomme.
Giù il cappello.
Invio un caro saluto a chi esclude che la Formula Uno possa essere eccitante.
Ah, si?
Dopo di che.
Otto anni che la Ferrari non vinceva due G.P. di seguito (con Alonso, Monza e Singapore 2010).
Kimi non è amato dalla dea bendata ma lo sapevo già.
Bottas non è Nico Rosberg. Lo sapevo già.
Hamilton era in modalità “damage control”. Sta sotto di 17 punti dopo due gare.
Gigantesca Honda sulla Toro Rosso, prevedo ingrossamento del fegato di Alonso causa quarto posto di Gasly.
Infine sto pensando a Sergio Marchionne. L’Alfa Sauber è andata a punti. Dopo due corse. Bravo l’ingegner Furbatto, già opinionista di questo amato luogo.
Siamo bravini, qui al Clog.