Back to The future.
Chapter IV.
Vado a memoria.
Mi pare fosse dal 2007 che la Ferrari non infilava tre pole di seguito.
E a Vettel non riusciva il Triplete dal 2013.
Sono solo numeri.
Ma importanti.
Nei lunghi mesi dell’attesa, ho predicato da ogni pulpito. Su Sky, sui giornali di carta, in radio, in questo ameno luogo.
Andava così sproloquiando il Buon Vecchio Zio Nume: o la Rossa si riabitua al la pole oppure ciao mondiale ciao.
Il BVZN, a quanto pare, è stato ascoltato.
Almeno per ora. Almeno finora.
Dopo di che, non cado in contraddizione rammentando a me stesso che i punti si prendono alla domenica.
Baku è un tracciato discretamente assurdo. La safety car sta già in agguato. Basta un niente per sovvertire le gerarchie.
Badate che, come vanamente in tempi recenti ho tentato di spiegare, ecco, con questo equilibrio di valori la linea di confine tra Geni e Scemi, al muretto, si è fatta sottilissima.
Ho comunque rinunciato da tempo a convertire gli ingegneri del lunedì. Come persuasore, il BVZN non vale una cicca.
Peccato per Kimi.
Ha sbagliato due volte. Da solo (escludo, con dispiacere dei complottisti, che le azere sbandate siano da attribuire ad oscure, esoteriche trame del box Ferrari, dove invece erano dispiaciuti per il BVZVodka).
Tra l’altro il mio coetaneo finnico parte con gomme non ideali per un certo tipo di gara.
Boh, vedremo.
Mercedes comunque in agguato.
Ricciardo e Verstappen mine vaganti.
Onestamente, temo che per il BVZN questo mondiale sia dannatamente troppo lungo.
Troppo.