Quest’anno non ci sarà il tradizionale incontro natalizio tra i vertici Ferrari e la stampa dedita alle vicende della Formula Uno.
Già trenta anni fa, in coincidenza con la scomparsa di Enzo Ferrari, l’appuntamento venne cancellato.
Nel 2018 se ne è andato Sergio Marchionne.
Di sicuro, in altri contesti, non mancheranno occasioni (I hope) di porre domande a John Elkann e a Camilleri.
Immagino siano entrambi consapevoli di rappresentare un sentimento popolare che merita di essere interpretato e divulgato.
Per esperienza, tenendo da parte il Drake (ero troppo giovane), sia Montezemolo che Marchionne erano due spettacolari showmen, nelle loro esibizioni natalizie.
Magari ti vendevano solo aria fritta, ma te la vendevano con uno stile!
E siccome io sono un anziano romantico, ferma restando la mia fedelissima e ricambiata amicizia per LCDM, mi commuove il ricordo di dodici mesi fa.
Eravamo a fine pranzo. Marchionne disse a Binotto: ingegnere, mi faccia una foto con il cellulare di Turrini, così lui la mostra alla mamma novantenne e finalmente la mamma di questo sciagurato crederà che suo figlio mi conosce…
Un anno ed è cambiato tutto.
Non so se in meglio o in peggio.
Seguono raccomandazioni per chi mi frequenta in questa sede.
Uno. Prendete rigorosamente con le molle le indiscrezioni sulla Rossa nuova. In 40 anni io non ho mai sentito dire: ah, la vettura nuova butta male! Quindi calma e gesso, molta calma e tanto gesso.
Due. Mi aspetto, in tempi non lunghi, una opportuna chiarificazione sugli assetti del reparto corse. Il tradizionale pranzo (o cena) di Natale a questo serviva, ad ufficializzare gli organigrammi.
Tre. Mike Manley e Camilleri hanno concordato di privilegiare, con il pieno consenso dei due principali azionisti, la razionalità in qualunque scelta, dallo sviluppo della produzione alla Formula Uno.
Che volete che vi dica, di più?
Hic manebimus optime. E che Babbo Natale…