Dedicherò le righe che seguono al figlio di un caro amico.
Enzo Trulli, rampollo di Jarno, ha appena vinto il campionato di Formula 4 negli Emirati Arabi.
Mi raccontano cose splendide sulle prospettive del ragazzo. Come sempre, il tempo dirà.
Ma mi fa piacere spendere una parola di incoraggiamento per Trulli junior.
Ho visto arrivare il suo papà sui circuiti della Formula Uno nel remoto 1997, se non ricordo male.
E Jarno rimane uno dei piloti più dotati in cui mi sia capitato di imbattermi.
Certamente ha vinto meno di quanto avrebbe meritato, complici scelte professionali non sempre azzeccate. Per dire, credo che Briatore avrebbe potuto aiutarlo di più.
Tant’è.
In breve: per quello che ho visto io, Jarno non era certo inferiore a Button, a Jacques Villeneuve, a Damon Hill.
Ovviamente la storia non si fa con i se e con i ma. A Trulli padre resta la soddisfazione di essere l’ultimo italiano ad aver vinto a Montecarlo. In circostanze rocambolesche, era il 2004 del tunnel di Schumi e di Montoya, eccetera.
Tra un po’, spero, toccherà al suo ragazzo tentare di completare l’opera. Di qua e di là dall’oceano, dagli Andretti ai Rosberg, l’automobilismo è spesso questione di dinastie.
Forza Enzo.