1. Silenzio, oggi parla Seb.
    Sono sicuro che Vettel, come sempre, dirà cose non banali. In un mondo vagamente robotizzato, magari tra le righe a lui riesce di essere sincero. Credo sappia l’importanza della posta in palio, così come è uno dei pochi, in un clima assurdamente troppo teso!, a rendersi conto che siamo appena alla sesta tappa di un mondiale su ventuno prove (su questo tema dovrò ritornare, perché un campionato lo vinci anche se sei in grado di tenere a bada i cattivi pensieri).
    Dopo di che, proiettando la mente sul giro della morte del sabato monegasco, mi chiedo se e quanto incideranno le gomme hypersoft, altro gaudioso mistero dell’enigna chiamato Pirelli.
    Ho letto dichiarazioni di piloti che annunciano sfracelli, ipotizzando tempi record.
    Può darsi: le suggestioni figlie del progresso (?) talvolta coincidono con le magnifiche e progressive sorti, eccetera.
    Ma che ci volete fare, non vi sembrerò normale ma è l’istinto che mi fa volare. E uno che ha visto dal vivo la pole di Schumi nel 1996 e quella del 2012, per quanto vanificata nella pratica da precedente sanzione, ecco, chi ha contemplato due eventi così, separati tra loro dalla modica quantità di diciotto anni (18 anni!) di differenza, si’, francamente io posso persino fregarmene delle hypersoft o di come si chiamano i big babol montati sulle macchine dei piloti di oggi.
    Voi invece no, quindi raccontatevi quello che volete qua sotto, dall’olio agli specchietti passando per il fumo negli occhi.
    Lacrime nella pioggia un accidente.