Basta con il Dottor Divago, che sarei poi io.

Montmelo ci aspetta.

Sul posto ci sta oggi uno di voi, il prode Marco Santini, sperimentato narratore di automobilistiche cose.

Gli ho chiesto di narrare le atmosfere di una vigilia (troppo) lunga.

Buona lettura.

SANTINI SCRIPSIT

Un saluto a tutti gli amici cloggari da una soleggiata Barcellona! Altro giro, altro regalo: nel mio caso quello che mi fa nuovamente il Maestro, nonchè padrone del Clog, che mi ha concesso un’amabile conversazione telefonica che ha fatto da preludio alla possibilità di condividere nuovamente con voi i miei sproloqui.

Il Circus arriva al Montmelò con una Ferrari temuta ed accerchiata. Dal fumo in accensione dei test ai presunti rabbocchi di olio in qualifica, sembra proprio non andare giù a Lauda e soci che a Maranello siano riusciti finalmente a confezionare una perfetta macchina da guerra. L’ultima, targata Autosport, riferisce di un interessamento da parte dei rivali nei confronti degli specchietti della SF71H. Nello specifico pare che verrebbero utilizzati, tramite degli innovativi profili multipli, come convogliatore di flussi verso il posteriore. Ora non sono evidentemente io la persona giusta per parlarvi di aerodinamica, ma appare evidente che gli avversari non sanno più a cosa attaccarsi per cercare di rallentare la Rossa, visto che i reclami minacciati finora, tradotti in richieste di chiarimento, sono risultati un buco nell’acqua.

Se poi la Ferrari si permette anche il lusso di avere il Santo Bevitore nella forma dei giorni migliori, ecco che forse qualche motivo d’essere preoccupati in Mercedes devono averlo davvero. Non più tardi di stamane persino la Gazzetta dello Sport ha parlato di un Kimi in lotta per il titolo, e mi sembrano così lontani i tempi in cui a fine 2013 mi trovavo a difendere la scelta di Domenicali, lottando col coltello fra i denti nei peggiori gruppi Facebook di Caracas.

L’unico problema oggettivo, allo stato attuale dei fatti, è il non aver raccolto quanto seminato. I quattro punti di ritardo di Seb dal Nero sono a tutti gli effetti uno smacco per quello che si è visto in pista finora: la Ferrari, vale la pena ribadirlo con una punta di patriottismo, è finalmente e di nuovo la macchina da battere, ed in quanto tale pesa aver lasciato per strada manciate di punti tra Shanghai e Baku. Il rischio è che a fine anno questi episodi possano fare la differenza, in quanto l’armata grigia non starà certamente a guardare, e le probabilità di una stagione in crescendo di Hamilton in stile 2017 sono tutt’altro che da scartare. La sensazione è che le frecce d’argento non abbiano ancora trovato la quadratura del cerchio, e che qualora dovessero farlo in fretta la situazione potrebbe addirittura rovesciarsi.

In ogni caso, l’inizio della stagione europea delle corse è da sempre snodo fondamentale del mondiale di Formula 1: tradizionalmente, chi riesce ad imporsi in territorio spagnolo ha poi il potenziale per andare forte un po’ ovunque. Inoltre, su questa pista vengono portati i primi pacchetti evolutivi delle vetture, che potrebbero essere determinanti nel cambiare l’ordine delle forze in campo. Sarà in quest’ottica fondamentale giudicare il lavoro della Scuderia fin dal sabato, croce degli ultimi anni e delizia di questo inizio 2018.

Staremo a vedere. Per ora, senza dilungarmi ulteriormente, non posso far altro che ringraziare nuovamente Leo per questo spazio ed invitarvi a seguirmi anche su F1Sport.it, sito per il quale sarò accreditato nel Paddock.