1. È l’ora più buia.
    In Belgio anche il vecchio KR7 è arrivato davanti a Vettel e a Leclerc.
    Tutto quello che dovevo dire sulla crisi Ferrari, l’ho detto. Da mesi e mesi.
    Sotto una mia conversazione con l’amico Giancarlo Minardi.
    “Vedere le macchine della mia ex scuderia che partono davanti alla Ferrari mi regala una sensazione agrodolce. Sono contento per gli amici di Faenza, ma mi dispiace per quelli di Maranello…”
    Giancarlo Minardi è l’antenato della attuale Alpha Tauri. Non di rado, incredibilmente, più veloce della Rossa.
    “In Romagna con i soldi della proprietà Red Bull lavorano bene -sospira l’uomo che ha lanciato Fernando Alonso- Sono bravi, lo sono sempre stati, al netto delle risorse disponibili “.
    Invece in Ferrari…
    “Eh, io sono un uomo di corse. Provo un grande malinconia. Certe prestazioni non sono da Cavallino “.
    Che cosa manca?
    “Premetto, amico mio, che io sono un ex, mi do’ da fare per Aci Sport e sono felice che in un momento così complicato per il Paese l’Italia riesca ad ospitare ben tre Gran Premi di F1, è una grande testimonianza di vitalità e passione. Ma non intendo sottrarmi alla domanda…”
    Rieccola: cosa non funziona, a Maranello?
    “Da fuori, osservo che non può essere soltanto il motore la causa della crisi. È evidente che telaio ed aerodinamica non compensano la carenza di cavalli. La Red Bull non ha il motore della Mercedes, eppure prova a giocarsela”.
    Direbbe Gino Bartali: tutto sbagliato, tutto da rifare.
    “Magari io ero per Coppi, ma seriamente a Maranello sanno di doversi togliere la mitica camiciola rossa”.
    Tradotto?
    “In una situazione del genere, il passato non conta più. Bisogna ragionare partendo dalla realtà del presente, che è molto dolorosa. Massima umiltà e se serve gente da fuori si va a prenderla, per dirne una. Ma occorre comprendere che risalire sarà molto, molto faticoso”.
    È Binotto l’uomo giusto per la ricostruzione?
    “Le rispondo con una domanda: di quanta autonomia gode Mattia? Può decidere liberamente, in prima persona?”.
    Boh.
    “In Ferrari, dal Drake in poi, quasi sempre c’è stato un leader carismatico. Montezemolo lo era, Marchionne lo era. Oggi non so, non mi permetto di giudicare John Elkann, solo ho la sensazione che qualcosa sia venuto meno”.
    E il povero Binotto viene preso a pallate da tutti.
    “Io Binotto lo stimo e poi qui non serve il capro espiatorio. Certo non è bello sentirgli sempre dire che debbono capire cosa non va, è un ritornello che deprime i tifosi”.
    Un mondiale come una via Crucis.
    “Mi lasci aggiungere una cosa non marginale.Tanta gente brava è stata allontanata da Maranello e oggi lavora in Mercedes! Sa che cosa significa?”
    Me lo dica.
    “Che le risorse umane in Ferrari ci sarebbero. Del resto io mi rifiuto di credere che più di mille persone, quelle che fanno parte del reparto corse, non riescano a progettare una monoposto migliore di quella che stiamo vedendo in questo 2020”.
    Vede una luce in fondo al tunnel, caro Minardi?
    “Purché non sia quella del treno…”