Dai Tre Tenori, non so quanto ancora intonati, ai Tre Allievi.
Parlando di melodramma, forse sarebbe il caso di accogliere l’opinione del cloggaro Emi Emi, mio Pavarotti personali.
Nell’attesa, dirò qui cosa penso di Schumi 2, Tsunoda e Mazepin.
Di Mick mi chiedono tutti.
Inevitabilmente.
Credo che la prima gara abbia confermato quanto si sapeva.
Steiner, l’amico che dirige la Haas, me lo aveva già detto a settembre.
Eravamo a Monza, ci premiavano assieme. Steiner è una persona splendida. Molto schietta, diretta.
Mi spiegò che il 2021, per il suo team, sarebbe stato un calvario in transizione.
Zero sviluppi, zero risorse da investire. Riga.
Ci sarebbe da discutere su una Formula Uno che determina situazioni simili, ma così stanno le cose.
Il figlio di Michael lo sapeva e lo sa. Unico suo obiettivo: stare davanti a Mazepin.
Io aggiungo che Schumi 2 dovrà cercare di aggrapparsi all’episodio, al dettaglio che si fa presagio.
Tipo Leclerc quella volta, se non ricordo male in Brasile ma magari sbaglio, con la Sauber Alfa. Era una qualifica, dal box gli chiesero di rientrare, lui rispose di no e fece una prodezza.
E lì capimmo.
Ecco, io spero che Mick abbia una opportunità del genere e sia in grado di sfruttarla.
Quanto a Mazepin, spenderà i rubli del paparino in riparazioni.
Di Tsunoda dico che ho visto tanti giapponesi in F1. Da Inoue ai Nakajima, da Katayama a Nakano, da Aguri Suzuki (mio idolo) a Takuma Sato (poi vincitore della 500 Miglia di Indianapolis). E altri che di sicuro dimentico.
Beh, Tsunoda ha tutto per rivelarsi il migliore della brigata.
Se a Imola parte in Top Ten, capace che ci fa divertire.