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Sainz, noi ferraristi e ZemanLeo Turrini - 2 luglio 2022
Cosa hanno in comune Carlitos Sainz, un Ferrarista come me e Zeman l’allenatore di pallone? Ci arrivo. Sia subito lode allo spagnolo. Ha aspettato 150 Gp o giù di lì per la pole numero uno. Non ha battuto un record (Perez 217) ma l’impresa resta. È stato bravissimo, Carlitos, perché in circostanze particolari (pioggia, ect) […]

Cosa hanno in comune Carlitos Sainz, un Ferrarista come me e Zeman l’allenatore di pallone?
Ci arrivo.
Sia subito lode allo spagnolo. Ha aspettato 150 Gp o giù di lì per la pole numero uno. Non ha battuto un record (Perez 217) ma l’impresa resta. È stato bravissimo, Carlitos, perché in circostanze particolari (pioggia, ect) devi essere ineccepibile. Se gli altri sbagliano, non sei fortunato.
Sei stato più abile.
Punto.
Poi ci saremmo io e Zeman.
Zeman allenava il Foggia in serie A, roba di trent’anni fa. La sua era una squadra spettacolare, divertente.
Come è spettacolare e divertente, almeno al sabato, questa Ferrari.
7 pole su 10 gare sono qualcosa di clamoroso. Fatte in circostanze non di rado diverse, su piste diverse.
Quindi la macchina è una gran macchina. Fino al sabato. Negarlo è ridicolo e irridere chi ha confezionato questa vettura è da citrulli.
Dopo di che, lo so anche io.
Viene la domenica.
Zeman appunto allenava il Foggia e un sabato disse: domani attaccheremo il grande Milan di Capello e degli olandesi.
Fini’ 8-2 per i rossoneri.
Ma Zeman aveva costruito una gran squadra, per le risorse che aveva.
Ps. Qualunque riferimento all’8-2 non è puramente casuale.