Baku, stavolta le chiacchiere stanno azero (e una).
In un mistero di insolite insolute insalate (e due), io ho come l’impressione che Ricciardo abbia ragione. Ha detto infatti l’oriundo Che tra le sei macchine più forti le differenze sono quasi infinitesimali. Quindi, al netto di sorprese e di botti, a determinare le posizioni sulla griglia di partenza saranno i famigerati dettagli.
Dettare la classifica dei dettagli (e tre) esige una profetica virtù, della quale sono notoriamente sprovvisto da quando ebbi l’ardire di dichiarare che Rubens Barrichello aveva il diritto di credere nel mondiale. Solo che io facevo per ridere e invece lui mi prendeva sul serio.
Ciò premesso, a me risulta che la Ferrari stia cercando il giusto compromesso, esattamente come la Mercedes. Fino alla sera del venerdì, nessuno aveva la certezza di avere individuato il giusto equilibrio.
Dovrei a questo punto dedurre, ignorando le detrazioni familiari (e quattro) che alla Red Bull spettano i favori del pronostico. Ma si tratta di una forzatura.
Questa è una partita a scacchi. Se il Re Nero muove, sono curioso di scoprire se il Biondo di Maranello azzarda la mossa del cavallo.
Ci aspetta una pole che è un mistero avvolto nell’enigma.