Vedremo se dura.
Per ora, questo corpo a corpo Hamilton-Verstappen ha tutto per contribuire al rilancio della immagine della Formula Uno.
C’è il conflitto generazionale.
C’è la differenza di curriculum.
C’è la sensazione, magari errata ma conta poco, di un fastidio inconfessabile nella relazione interpersonale.
Mi è già capitato, in varie sedi, di esprimere una vaga preferenza.
Sto con l’Olandese Volante non perché mi sia simpatico. Bensì per il desiderio, credo legittimo, di poter raccontare una storia diversa.
Con tutto il rispetto per chi di titoli ne ha già conquistati sette.
Angolo Ferrari.
Se non ho controllato male, credo ci sia una dozzina di macchine nel fazzoletto di un secondo.
Ora, tenendo da parte Mercedes e Red Bull, basta un niente per precipitare da una decorosa terza fila alla…settima.
Credo che per i Binotto boys qui stia la sfida.
Riuscire, come si dice con orrenda espressione, ad ottimizzare il pacchetto.
Cioè, sai bene in squadra che non puoi lottare per vincere. Ma devi fare nel migliore dei modi tutto: guida, strategia, scelta gomme, pit stop.
Questa è la premessa per tornare, un giorno, a vincere.
Ci riusciranno i nostri eroi?