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Ma anche la Aston Martin è un fakeLeo Turrini - 10 febbraio 2022
Dunque, per le cose tecniche in materia di F1 io mi fido moltissimo del mio amico Giuliano, un cugino adottivo. Mio cugino, mio cugino (cit.). Bene. Anzi, malissimo. Vista la Red Bull e poi anche la Aston Martin, la cuginesca opinione è che siamo in presenza di autentici fake. Cioè, nessuno sta scoprendo le carte. […]

Dunque, per le cose tecniche in materia di F1 io mi fido moltissimo del mio amico Giuliano, un cugino adottivo.
Mio cugino, mio cugino (cit.).
Bene.
Anzi, malissimo.
Vista la Red Bull e poi anche la Aston Martin, la cuginesca opinione è che siamo in presenza di autentici fake.
Cioè, nessuno sta scoprendo le carte.
Ti fanno vedere ipotesi di vetture, senza minimamente offrire uno straccio di indicazione su quella che sarà la vera macchina.
I Bibitari hanno clamorosamente bluffato.
Quelli di James Bond, idem.
Per inciso e senza scomodare mio cugino Giuliano, io immagino che anche i test imminenti in quel di Barcellona saranno altamente posticci.
Nell’ambiente già si sente raccontare che il nuovo regolamento ha zone grigie interpretabili con larga creatività. Tanto che si mormora che la Fia, a parte le menate su Michael Masi, abbiamo già allertato i suoi ispettori.
Magari è solo una coincidenza, ma Stroll senior ha appena detto che per lui quella che sta per iniziare è la seconda tappa di un viaggio che prevede la conquista del titolo iridato nel 2025.
Da qui la summa finale.
Da quanto l’Italia non vince un oro olimpico sui 100 metri?
Sei mesi.
E nel curling?
Tre giorni.
E la Ferrari?…